Titolo II
STATO GIURIDICO DEL PERSONALE
Capo I
ARTICOLAZIONE DELL'ORGANICO REGIONALE
Art. 6
Assistenti.
1.
Il Presidente ed i Vice presidenti del Consiglio regionale, il Presidente ed il Vice presidente della Giunta regionale ed i singoli Assessori si avvalgono, ognuno, di un assistente.
2.
L'assistente può essere scelto fra i dipendenti della Regione, oppure, in posizione di comando disposta dall'Amministrazione di appartenenza su richiesta di quella regionale, fra i dipendenti dello Stato o di altri Enti pubblici; in queste ultime ipotesi non può diventare dipendente regionale se non a seguito di pubblico concorso.
[19]
3.
L'assistente può essere scelto anche fra estranei all'Amministrazione pubblica; in tal caso è assunto con contratto a termine di durata non superiore a quella della legislatura e non può comunque diventare dipendente regionale se non per pubblico concorso.
[21]
Art. 7
Dotazione organica.
1.
La dotazione organica complessiva del personale regionale e la ripartizione dei posti per
[ ... ]
[22]
ciascun livello funzionale[23]
sono stabilite nella legge sull'ordinamento degli uffici regionali.
Capo II
COSTITUZIONE DEL RAPPORTO D'IMPIEGO
Art. 10
Assunzioni obbligatorie, riserve di posto, precedenze e preferenze.
1.
Si applicano le norme vigenti sulle assunzioni obbligatorie, sulle riserve di posto, sulle precedenze e preferenze.
2.
Per la copertura dei posti della prima, seconda e
[ ... ]
[34]
terzo livello funzionale[35]
riservati a soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria secondo la ripartizione per categoria stabilita nell'
art. 9 della legge 2 aprile 1968, n. 482
, si provvede mediante procedimenti selettivi riservati alle singole categorie protette, secondo modalità stabilite dal Regolamento di esecuzione di cui al terzo comma dell' art. 8.
3.
Per il conferimento dei posti disponibili ai soggetti indicati nel comma precedente si applicano le norme di cui all' art. 9 della presente legge e quelle di cui all' ultimo comma dell'
art. 9 della legge 2 aprile 1968, n. 482
[33]
Art. 12
Ammissione ed esclusione dal concorso
1.
L' ammissione e l' esclusione dal concorso sono disposte dalla Giunta regionale.
2.
L' esclusione dal concorso è disposta con atto motivato soltanto per difetto dei requisiti prescritti, da notificare agli interessati a mezzo di messo comunale oppure con lettera raccomandata entro 15 giorni dall' adozione del provvedimento.
3.
Nel caso di presentazione da parte del candidato di domanda o documentazione irregolare, il Presidente della Giunta regionale invita l' interessato a regolarizzarla nel termine massimo di quindici giorni dalla data di ricevimento dell' invito.
[39]
Art. 13
Titolo di studio.
1.
I titoli di studio per l'ammissione ai concorsi regionali sono quelli indicati
[ ... ]
[40]
nella tabella C), allegata alla
legge regionale 23 maggio 1975, n. 34
, relativa all'ordinamento degli uffici regionali
[41]
.
Art. 14
Concorso per titoli ed esami.
1.
Il concorso è per titoli ed esami.
2.
Gli esami consistono in prove scritte, esercitazioni pratiche, prove attitudinali, prove orali o colloqui, secondo quanto stabilito dal Regolamento di cui al terzo comma del precedente articolo 8.
3.
Per i concorsi ai posti di prima e
[ ... ]
[44]
secondo livello funzionale[45]
la valutazione comparativa dei candidati si effettua a parità di merito dopo la prova attitudinale ed il colloquio anche sulla base di titoli relativi al carico familiare, allo stato di occupazione risultante anche dalla iscrizione nelle liste di collocamento del candidato nonchè allo stato di occupazione del nucleo familiare.
3. bis
Per la copertura dei posti dei predetti livelli funzionali riservati ai soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria, come previsto nel secondo comma dell' art. 10 della legge regionale n. 33/ 1973, sostituito dall' art. 3 della legge regionale n. 19/ 1978, la valutazione comparativa dei candidati può essere effettuata anche per i soli titoli indicati al comma precedente
[46]
4.
Il Regolamento di esecuzione di cui al terzo comma dell' art. 8 stabilisce i punteggi da attribuire alle singole prove e ai titoli, nonchè i criteri per la determinazione del voto finale
[43]
Art. 15
Comunicazione dei risultati delle singole prove.
1.
I risultati delle singole prove vengono resi noti dalle Commissioni a conclusione di ciascuna prova.
Art. 17
Graduatoria.
1.
Espletate le prove del concorso, la Commissione di esame forma la graduatoria dei concorrenti con l'indicazione del punteggio da ciascuno conseguito in ogni prova.
2.
La Giunta, accertata la regolarità del procedimento, approva la graduatoria e dichiara i vincitori del concorso, fissando un termine per produrre la documentazione comprovante il possesso dei requisiti richiesti e dei titoli preferenziali previsti dalla legge.
3.
La Giunta dichiara altresì i candidati che hanno conseguito l'idoneità .
[ 4. ]
[48]
4.
La graduatoria è pubblicata, dopo l' approvazione, nel Bollettino Ufficiale della Regione.
[49]
5.
Dalla data della pubblicazione decorre il termine per eventuali impugnative.
[50]
Art. 18
Nomina in prova.
1.
La nomina in prova dei vincitori dei concorsi di cui agli articoli precedenti è disposta dalla Giunta e comunicata all'interessato.
2.
Il vincitore deve prendere servizio entro trenta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione, salvo giustificato motivo.
3.
La nomina decorre agli effetti giuridici dalla data di nomina del vincitore e, agli effetti economici, dal giorno in cui lo stesso ha assunto servizio.
4.
Il dipendente, all'atto dell'assunzione in prova, deve rendere davanti al Presidente della Giunta o a un suo delegato, in presenza di due testimoni, solenne promessa secondo la seguente formula: " Prometto di essere fedele alla Repubblica italiana e di adempiere ai doveri del mio stato nell'interesse della collettività , dell'Amministrazione regionale e del pubblico bene".
5.
Il rifiuto di prestare la promessa solenne comporta decadenza dall'impiego.
Art. 19
Accettazione della nomina.
1.
L'entrata in servizio costituisce a tutti gli effetti accettazione della nomina.
2.
Il dipendente che non assume servizio entro il termine stabilito, senza giustificato motivo, decade dalla nomina.
Art. 20
Periodo di prova e nomina in ruolo.
1.
Il periodo di prova ha la durata di tre mesi per i dipendenti della prima e
[ ... ]
[51]
del secondo livello funzionale[52]
e di sei mesi per i dipendenti della terza, della quarta, della quinta e della sesta.
2.
La nomina in ruolo o la risoluzione del rapporto di lavoro vengono decise dalla Giunta, sentito l'Ufficio di presidenza del Consiglio e il Comitato di controllo per il rispettivo personale, nonchè, limitatamente alla risoluzione del rapporto, le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, entro un mese dalla scadenza del trimestre, con provvedimento motivato.
3.
In mancanza di adozione di qualsiasi provvedimento, la prova si intende superata favorevolmente.
4.
Per il dipendente nominato in ruolo il periodo di prova è computato come servizio di ruolo a tutti gli effetti.
5.
Il dipendente, all'atto del conseguimento della nomina in ruolo, deve prestare giuramento davanti al Presidente della Giunta regionale e in presenza di due testimoni, secondo la seguente formula: " Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e di adempiere ai doveri del mio stato nell'interesse della collettività , dell'Amministrazione regionale e del pubblico bene".
6.
Il rifiuto di prestare giuramento comporta decadenza dall'impiego.
Capo III
DOVERI - RESPONSABILITA'
Art. 22
Principi ispiratori e limiti.
1.
Il dipendente nello svolgimento del suo lavoro deve ispirarsi ai principi dello
Statuto
, della presente legge e di quella sull'ordinamento degli uffici, curando il proprio aggiornamento professionale e culturale.
2.
Il dipendente che riceve un ordine palesemente illegittimo non è tenuto ad eseguirlo, dichiarandone le ragioni.
3.
Se l'ordine è rinnovato per iscritto, il dipendente deve eseguirlo, tranne che l'atto richiesto sia vietato dalla legge penale.
Art. 23
Segreto d'ufficio.
1.
Il dipendente, nell'espletamento dei compiti attribuitigli, è tenuto all'osservanza del segreto d'ufficio, nei limiti e secondo i principi stabiliti dall'
art. 28, terzo comma, dello Statuto regionale
.
Art. 25
Residenza.
1.
Il dipendente è tenuto a fissare la propria residenza nel territorio della regione, dando tempestiva comunicazione anche delle eventuali variazioni.
2.
Per l'accesso agli uffici, il dipendente non ha diritto ad alcuna indennità.
Art. 26
Incompatibilità e cumulo di impieghi.
1.
Il dipendente regionale non può esercitare alcun commercio, industria e professione, né può assumere incarichi, comunque retribuiti, da privati o da Enti pubblici, néricoprire cariche in società costituite con fine di lucro.
2.
Nei casi stabiliti dalla legge o quando sia autorizzato dall'Amministrazione regionale, il dipendente può assumere cariche negli Enti e nelle Società a cui la Regione partecipa, senza percepire alcun compenso.
3.
Il dipendente è tenuto a partecipare a Commissioni o Collegi che rientrino nell'attività istituzionale della Regione, senza percepire compensi.
[ 4. ]
[60]
4.
Gli importi dei compensi e dei gettoni che dovrebbero essere liquidati ai dipendenti designati dall'Amministrazione regionale a partecipare a commissioni e a consigli d' amministrazione e a collegi di revisori di conti, ad assolvere incarichi commissariali o comunque a compiere prestazioni, anche diverse da quelle normali, nell' interesse di altri enti, sono versate dagli enti medesimi alla tesoreria della Regione. Sono riconosciuti ai dipendenti regionali interessati, in quanto dovuti, l' indennità di missione e il compenso per prestazioni straordinarie
[61]
Sezione I
Sanzioni disciplinari.
Art. 28
Tipi di sanzioni.
1.
Il dipendente che viola i suoi doveri nell'espletamento del servizio è soggetto alle seguenti sanzioni disciplinari: richiamo, sospensione della qualifica con privazione dello stipendio, destituzione.
Art. 29
Richiamo.
1.
Il richiamo viene inflitto per lievi trasgressioni e consiste in una dichiarazione di biasimo scritta e motivata.
Art. 30
Sospensione della qualifica.
1.
La sospensione della qualifica è inflitta per grave e recidiva negligenza in servizio, per contegno gravemente scorretto verso il pubblico e gli Amministratori nell'esercizio delle loro funzioni, per violazione del segreto d'ufficio, e consiste nell'allontanamento dal servizio, con la conseguente privazione dello stipendio, da uno a sei mesi.
2.
Il periodo di sospensione viene dedotto dal computo dell'anzianità.
3.
Al dipendente sospeso è concesso un assegno alimentare in misura non superiore alla metà dello stipendio, oltre gli assegni per carichi di famiglia.
Art. 31
Destituzione.
1.
La destituzione viene inflitta per recidiva reiterata nelle mancanze previste dai precedenti articoli, per violazione dolosa dei doveri di ufficio con pregiudizio della Regione, di altri Enti pubblici e privati o di privati.
2.
La destituzione opera di diritto nei casi previsti dall'
art. 85 del DPR 10 gennaio 1957, n. 3
.
Art. 32
Riabilitazione e reintegrazione del dipendente - Rinvio.
1.
Alla riabilitazione e alla reintegrazione in servizio del dipendente si applicano, in quanto compatibili, le norme di cui agli articoli 87, 88, 90 del
DPR 10 gennaio 1957, n. 3
.
Sezione II
Sospensione cautelare e sospensione per effetto di condanna penale.
Art. 33
Rinvio.
1.
Alla sospensione cautelare e alla sospensione per effetto di condanna penale si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 91, 92, 96, 98 e 99 del
DPR 10 gennaio 1957, n. 3
.
2.
La sospensione è disposta dalla Giunta regionale, su proposta dell'Ufficio di presidenza del Consiglio e del Comitato di controllo per il rispettivo personale.
Sezione III
Procedimento disciplinare.
Art. 34
Responsabilità diretta nei confronti degli Amministratori. Garanzia del procedimento.
1.
Per la violazione dei suoi doveri, il dipendente risponde direttamente nei confronti dei soggetti previsti alle lett. a), b), c) e d) del
successivo art. 35
.
Art. 35
Rilevazione delle infrazioni.
1.
Il responsabile di settore, il quale abbia notizia di un fatto, commesso da un dipendente regionale addetto al settore di competenza, che possa dar luogo alla applicazione di una sanzione disciplinare, dispone d'ufficio gli opportuni accertamenti, informandone per scritto il dipendente interessato.
2.
Non appena effettuati gli accertamenti di cui al comma precedente e qualora riscontri la fondatezza del fatto, il responsabile di settore trasmette gli atti, con una relazione sul fatto stesso e sugli accertamenti svolti:
a)
- al Presidente della Giunta regionale, quando si tratti di personale addetto alla Presidenza della Giunta od alla Giunta;
b)
- all'Assessore dal quale dipende, quando si tratti di personale addetto ai Dipartimenti, istituiti a norma della legge sull'ordinamento degli uffici;
c)
- all'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, quando si tratti di personale addetto al Consiglio;
d)
- al Presidente del Comitato di controllo o delle sezioni decentrate, quando si tratti di personale addetto all'organo di controllo.
3.
Il dipendente interessato ha diritto di chiedere l'allegazione agli atti di una propria memoria scritta.
4.
I soggetti di cui alle lett. a), b), c) e d) esaminati gli atti, quando non ritengano di disporre l'archiviazione o di infliggere al dipendente la sanzione del richiamo, trasmettono gli atti stessi alla Commissione di cui al
successivo art. 37
.
5.
Per i responsabili di settore, le operazioni di cui ai commi precedenti sono svolte dai soggetti indicati alle lett. a), b), c) e d) del
comma secondo
del presente articolo.
6.
Il Presidente della Giunta può delegare un Assessore al compimento delle operazioni suddette.
Art. 36
Procedimento per l'irrogazione del richiamo.
1.
Il richiamo è inflitto:
a)
- dal Presidente della Giunta regionale, quando si tratti di personale dipendente dalla Presidenza della Giunta o dalla Giunta;
b)
- dall'Assessore competente, quando si tratti di personale addetto ai Dipartimenti, istituiti a norma della legge sull'ordinamento degli uffici;
c)
- dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, quando si tratti di personale assegnato al Consiglio;
d)
- dal Presidente del Comitato di controllo o delle sezioni decentrate, quando si tratti di personale ad essi assegnato.
2.
Il procedimento si svolge con le norme e le modalità previste dagli artt. 101 e 102 del
DPR 10 gennaio 1957, n. 3
, in quanto compatibili.
Art. 37
Commissione per i provvedimenti disciplinari.
1.
Ogni quadriennio la Giunta regionale nomina una Commissione per l'irrogazione dei provvedimenti disciplinari diversi dal richiamo, costituita da:
a)
un componente effettivo, ed un supplente, designato dalla Giunta stessa, con funzioni di presidente;
b)
tre componenti effettivi e tre supplenti designati, con voto limitato a due, dal Consiglio regionale;
c)
tre componenti effettivi e tre supplenti designati, per ogni
[ ... ]
[62]
livello funzionale[63]
, dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, tra il personale della Regione.
2.
I componenti di cui alla lettera b) devono essere scelti fra esperti di discipline giuridico - amministrative estranei al Consiglio regionale e al personale regionale e non possono essere riconfermati.
3.
Ai componenti la Commissione che non siano amministratori o dipendenti regionali, spetta, per ogni riunione, una indennità pari a quella corrisposta ai membri elettivi degli organi regionali di controllo.
[64]
4.
Per la validità delle riunioni è richiesta la presenza di tutti i componenti assegnati; nell'ipotesi di assenza o impedimento di membri effettivi, questi sono sostituiti dai rispettivi supplenti.
5.
Le proposte sono approvate se ottengono il voto favorevole della maggioranza dei componenti.
6.
Le funzioni di segretario sono espletate da un dipendente regionale appositamente designato dalla Giunta.
Art. 38
Nomina dell'istruttore.
1.
Il presidente della Commissione, ricevuti gli atti, provvede ad affidare l'istruttoria ad un membro della Commissione stessa, dandone tempestiva notizia all'interessato.
2.
I componenti la Commissione, l'istruttore e i componenti tecnici possono essere ricusati nelle ipotesi stabilite e con le formalità previste rispettivamente dagli artt. 108 e 109 del
DPR 10 gennaio 1957, n. 3
.
3.
I poteri ed i compiti dell'istruttore sono quelli stabiliti dagli artt. 109 e 110 del
DPR 10 gennaio 1957, n. 3
.
Art. 39
Operazioni preliminari alla trattazione orale.
1.
Conclusa l'istruttoria nel termine di cui all'
art. 110 del DPR 10 gennaio 1957, n. 3
, l'istruttore trasmette il fascicolo del procedimento al presidente della Commissione per la fissazione della data della seduta per la trattazione orale.
2.
Il presidente provvede tempestivamente, dandone comunicazione all'interessato.
3.
Fra la data della comunicazione di cui al
secondo comma
e la data della seduta di cui al
primo comma
, devono intercorrere non meno di quaranta giorni liberi, salvo che il dipendente non chieda al presidente della Commissione l'anticipazione della trattazione orale.
4.
Il dipendente ha diritto di prendere visione degli atti del procedimento e di estrarne copia, fino a dieci giorni dalla data fissata per la trattazione orale, nonchè di far pervenire alla segreteria della Commissione eventuali scritti a memorie difensive fino a cinque giorni prima della data stessa.
5.
La trattazione orale si svolge con le modalità di cui agli artt. 112 - commi primo, secondo, quarto, quinto, sesto - e 115 del
DPR 10 gennaio 1957, n. 3
.
6.
L'istruttore del procedimento funge da relatore.
Art. 40
Diritto di difesa.
1.
Il dipendente, durante tutte le fasi del procedimento successivo alla contestazione degli addebiti, ha diritto di farsi assistere da un difensore e da consulenti tecnici estranei alla Amministrazione, ovvero delegare la propria difesa alla associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.
2.
Il difensore ed i consulenti tecnici di parte hanno diritto di assistere a tutte le indagini.
3.
A tale fine l'istruttore o il consulente tecnico di ufficio comunica al dipendente o al suo difensore, con almeno due giorni di anticipo, l'ora e il giorno fissato per l'assunzione delle prove.
4.
Delle operazioni compiute l'istruttore redige processo verbale, dando atto delle richieste formulate dai difensori.
5.
Il dipendente prosciolto ha diritto al rimborso integrale delle spese sostenute per provvedere alla propria difesa.
Art. 41
Supplemento di indagini.
1.
La Commissione, ove ritenga necessarie ulteriori indagini, rinvia gli atti all'istruttore, fissandogli un termine non superiore a novanta giorni per provvedere.
2.
La Commissione può sempre assumere direttamente qualsiasi mezzo di prova, nel qual caso stabilisce con ordinanza la seduta, dandone avviso al dipendente o al difensore, che possono assistervi e svolgere le loro deduzioni.
Art. 42
Deliberazione della Commissione e determinazioni della Giunta regionale.
1.
La Commissione, se ritiene che nessun addebito possa muoversi al dipendente, lo dichiara nella deliberazione.
2.
Se ritiene che gli addebiti siano in tutto o in parte sussistenti, propone alla Giunta regionale il provvedimento da adottare.
3.
La deliberazione motivata è estesa dal relatore o da altro componente la Commissione ed è firmata dal presidente, dall'estensore e dal segretario; la medesima è trasmessa, unitamente agli atti del procedimento ed alla copia del verbale della trattazione orale, entro dieci giorni, alla Giunta.
4.
La Giunta con provvedimento motivato dichiara prosciolto il dipendente da ogni addebito, oppure infligge la sanzione in conformità alla deliberazione della Commissione, salvo che non ritenga di disporre in maniera più favorevole al dipendente.
Art. 43
Comunicazione all'interessato.
1.
Il provvedimento di cui all'articolo precedente deve essere comunicato al dipendente entro dieci giorni dalla data della sua adozione. 2. Tutte le comunicazioni al dipendente sottoposto a procedimento disciplinare sono effettuate con le formalità stabilite all'
art. 104 del DPR 10 gennaio 1957, n. 3
.
2.
Tutte le comunicazioni al dipendente sottoposto a procedimento disciplinare sono effettuate con le formalità stabilite all'
art. 104 del DPR 10 gennaio 1957, n. 3
.
Art. 44
Estinzione del procedimento disciplinare.
1.
Il procedimento disciplinare si estingue quando siano decorsi i termini stabiliti dagli articoli precedenti per il compimento delle singole sue fasi, ovvero decorsi trenta giorni dall'ultimo atto senza che nessun atto ulteriore sia compiuto.
2.
Per quanto non espressamente disposto nella presente legge si applicano i commi secondo, terzo e quarto dell'
art. 120 del DPR 10 gennaio 1957, n. 3
.
Art. 45
Rinvio.
1.
La sospensione del procedimento disciplinare in pendenza di giudizio penale, i rapporti tra giudizio disciplinare e giudicato amministrativo, nonchè la riapertura del procedimento disciplinare, sono regolati dagli artt. 117, 119, 121 e 122 del
DPR 10 gennaio 1957, n. 3
, in quanto applicabili e intendendosi sostituita al ministro la Giunta regionale.
Art. 46
Qualifica - Rotazione.
1.
Il dipendente ha diritto ad esercitare le mansioni inerenti alla sua qualifica e non può esserne privato tranne che nei casi previsti dalla legge.
2.
All'interno della stessa qualifica potranno essere periodicamente attuate, anche su domanda del dipendente, forme di rotazione del personale, in considerazione di esigenze particolari specificatamente individuate, al fine di consentire un costante rinnovamento e la collocazione del dipendente nel ruolo a lui congeniale.
Art. 47
Mutamento di mansioni per esigenze organizzative.
1.
Ove, in relazione alle modifiche dell'organigramma di cui alla legge sull'ordinamento degli uffici regionali, sia necessario attribuire ad un dipendente mansioni diverse da quelle precedentemente svolte, ma appartenente
[ ... ]
[67]
allo stesso livello funzionale[68]
, vi provvede la Giunta, dopo aver sentito le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e tenuto conto delle eventuali richieste dell'interessato e della sua qualifica professionale.
2.
Per il personale addetto agli uffici del Consiglio regionale e del Comitato di controllo, la Giunta provvede su proposta dell'Ufficio di presidenza e del Comitato, con l'osservanza delle modalità e dei criteri di cui al
primo comma
.
3.
L'attribuzione di nuove mansioni può essere preceduta da un congruo periodo di riqualificazione e di adattamento alle stesse, comunque non inferiore a tre mesi.
[66]
Art. 48
Mutamento di mansioni per inidoneità fisica.
1.
Al dipendente riconosciuto fisicamente inidoneo in via permanente allo svolgimento delle mansioni attribuitegli, la Giunta, al di fuori del caso previsto dall'
art. 47
, attribuisce mansioni diverse compatibili con la sua idoneità , proprie
[ ... ]
[69]
dello stesso livello funzionale[70]
, ovvero, a domanda, mansioni proprie di
[ ... ]
[71]
un livello funzionale[72]
inferiore, con conservazione del trattamento economico
[ ... ]
[73]
del livello funzionale[74]
cui apparteneva.
2.
L'accertamento della permanente inidoneità fisica a qualcuna o a tutte le mansioni
[ ... ]
[75]
del livello funzionale[76]
di appartenenza è effettuato, a richiesta della Giunta, con le modalità di cui al
successivo articolo 59
.
3.
Per il personale assegnato al Consiglio e al Comitato di controllo, la Giunta provvede su proposta dell'Ufficio di presidenza dello stesso o del Comitato.
Art. 49
Sostituzioni temporanee.
1.
Nei casi di assenze dei dipendenti regionali, per fruizione di congedi straordinari, aspettative o malattie, per periodi superiori a trenta giorni, ove non sia possibile assicurare la sostituzione con personale dello stesso livello retributivo, la Giunta, l'Ufficio di presidenza del Consiglio e il Comitato di controllo, per il rispettivo personale, possono incaricare altri dipendenti appartenenti al livello retributivo funzionale immediatamente inferiore.
2.
In questo caso, il dipendente incaricato della sostituzione ha diritto a percepire la differenza tra i trattamenti economici iniziali dei due livelli retributivi funzionali.
3.
Ogni periodo di sostituzione non può comunque superare i due mesi.
4.
In caso di vacanza di posti, si può procedere, in attesa dell'espletamento dei concorsi, al conferimento a dipendenti regionali di attribuzioni corrispondenti al livello retributivo - funzionale immediatamente superiore rispetto a quello al quale è assegnato, con le modalità di cui al comma precedente, per un periodo inferiore a tre mesi e per una sola volta.
5.
Il conferimento dà diritto alla differenza di trattamento economico di cui al
secondo comma
e non costituisce titolo valutabile nel concorso per la copertura del posto resosi vacante.
Art. 50
Assolvimento temporaneo di mansioni diverse.
1.
Il dipendente regionale, per esigenze di carattere organizzativo, può essere chiamato a svolgere temporaneamente, anche in altra sede di lavoro, mansioni diverse da quelle della qualifica di appartenenza, purchè professionalmente omogenee e rientranti nel medesimo livello retributivo funzionale.
Art. 51
Trasferimento.
1.
Il trasferimento per esigenze di servizio è disposto, con provvedimento motivato, dalla Giunta regionale, su proposta dell'Ufficio di presidenza e del Comitato di controllo per il rispettivo personale.
2.
Sui trasferimenti dovranno essere sentiti i responsabili dei settori interessati e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
3.
Il trasferimento può essere disposto anche su domanda.
4.
Per il trasferimento da una sede ad altra posta in comune diverso, il dipendente deve essere sentito almeno trenta giorni prima.
5.
Nel disporre il trasferimento, l'Amministrazione deve tener conto, oltre che delle esigenze di servizio, della situazione di famiglia, di eventuali necessità di studio del dipendente e dei propri figli, nonché del servizio già prestato in sedi disagiate.
6.
Al dipendente trasferito spetta l'indennità di trasferimento e di prima sistemazione di cui al
successivo art. 82
.
[77]
Art. 52
Comando presso altre Amministrazioni.
1.
Il dipendente può essere comandato dalla Giunta a prestare servizio presso altro Ente locale o presso gli altri soggetti di cui all'
art. 13 dello Statuto
, aventi sede nel territorio regionale.
2.
Il comando è disposto, sentito il dipendente, per riconosciute esigenze di servizio e per l'espletamento di attività delegata agli Enti locali per un periodo non superiore ad un anno.
3.
Nel caso in cui il comando debba protrarsi per un periodo superiore è richiesto l'assenso del dipendente.
4.
Il comando del personale assegnato agli uffici del Consiglio e del Comitato di controllo può essere disposto su proposta dell'Ufficio di presidenza e del Comitato.
5.
Per il comando disposto presso i soggetti di cui al
primo comma
del presente articolo aventi sede in comune diverso da quello della sede cui è assegnato il dipendente, spetta al dipendente stesso l'indennità di missione stabilita dall'
art. 82
della presente legge.
[78]
Sezione II
Congedi, aspettative e permessi.
Art. 53
Riposo settimanale.
1.
Il dipendente ha diritto ad un periodo di riposo settimanale, che di regola deve coincidere con la domenica e non presta servizio negli altri giorni riconosciuti festivi dalla vigente legislazione.
2.
Ove sia richiesto al dipendente, per eccezionali ed inderogabili esigenze di servizio e nell'impossibilità di operare rotazioni di personale idoneo, di prestare servizio in un giorno riconosciuto festivo, egli ha diritto di astenersi, entro i successivi otto giorni, dal lavoro, in altro giorno feriale concordato con l'Amministrazione.
Art. 57
Aspettativa - Rinvio.
1.
Alle aspettative si applicano le disposizioni di cui agli artt. 66, 67, 68 e 69 del
DPR 10 gennaio 1957, n. 3
.
2.
L'aspettativa è concessa dalla Giunta regionale, su proposta dell'Ufficio di presidenza del Consiglio e del Comitato di controllo per il relativo personale.
Art. 58
Aspettativa per motivi di studio.
1.
Entro limiti numerici tali da non compromettere il buon andamento dell'Amministrazione, possono essere concesse aspettative per motivi di studio, di durata non superiore ad un anno, non prorogabili e revocabili in qualsiasi momento per motivate ragioni di servizio.
2.
L'aspettativa è concessa dalla Giunta regionale, su proposta dell'Ufficio di presidenza del Consiglio e del Comitato di controllo per il relativo personale.
3.
Il dipendente non ha diritto ad alcun assegno durante l'aspettativa; il tempo trascorso in aspettativa ai sensi del presente articolo non è computato ai fini della progressione economica
[ ... ]
[82]
nel livello funzionale[83]
, del calcolo dell'anzianità per i concorsi di cui all'
art. 8
, del trattamento di quiescenza e previdenza, salvo quanto stabilito dai commi successivi.
4.
Al dipendente può essere concessa, per riconosciuto interesse dell'Amministrazione, una borsa di studio di ammontare massimo pari al trattamento economico in godimento; in tal caso il periodo trascorso in aspettativa è considerato servizio prestato a tutti gli effetti.
5.
Al dipendente che abbia goduto di un periodo di aspettativa ai sensi del presente articolo non può essere concesso un ulteriore periodo di aspettativa per motivi di studio prima che siano trascorsi cinque anni.
Art. 62
Lavoratori studenti.
1.
I dipendenti che frequentino corsi regolari di studio presso istituti di istruzione di ogni ordine e grado o di qualificazione professionale abilitati al rilascio di titoli di studio legali, o corsi pubblici o privati di recupero, nonchè dipendenti che frequentino corsi di qualificazione o riqualificazione professionale istituiti, sovvenzionati o comunque riconosciuti dalla Regione, hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono tenuti a prestazioni di lavoro fuori dell'orario ordinario, nè durante i riposi settimanali.
2.
I dipendenti che debbano sostenere esami scolastici o concorsi fruiscono, a richiesta, di permessi retribuiti per i giorni degli esami e per quelli eventualmente necessari a recarsi nel luogo di svolgimento dell'esame.
3.
I dipendenti sono tenuti a produrre le certificazioni necessarie all'esercizio dei diritti di cui al primo e al
secondo comma
.
Sezione III
Diritti sindacali e politici.
Art. 63
Diritti sindacali - Rinvio.
1.
Le libertà personali e sindacali e l'attività sindacale dei dipendenti sono regolate: dagli artt. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 14, 15, 16,
primo comma
, 17, 21, 28, 29 della
legge 20 maggio 1970, n. 300
; dagli artt. 13, 19, 20, 22, 23, 24, 25, 26, 27 della stessa legge, con gli adattamenti risultanti dalla presente legge; dalle altre norme della
legge 20 maggio 1970, n. 300
, in quanto applicabili.
Art. 64
Assemblea.
1.
I dipendenti regionali hanno diritto di riunirsi nei luoghi dove prestano servizio, fuori dell'orario di lavoro nonchè durante l'orario medesimo, nei limiti di dieci ore annue per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione.
2.
Le riunioni che possono riguardare le generalità dei dipendenti o gruppi di essi, sono indette singolarmente o congiuntamente dalle rappresentanze sindacali con ordine del giorno e in base all'ordine di precedenza delle convocazioni comunicate, a seconda del caso, alla Giunta, o all'Ufficio di presidenza del Consiglio o al Comitato di controllo o agli organi amministrativi degli Enti o delle Aziende istituiti dalla Regione.
3.
Le modalità per l' esercizio del diritto di assemblea sono stabilite dalla Giunta regionale, d' intesa con le organizzazioni sindacali interessate.
[88]
[87]
Art. 68
Tutela personale dei rappresentanti sindacali.
1.
Il mutamento di mansioni di cui all'
art. 48
, il passaggio ad altra sede o ad altro ufficio di cui all'
art. 51
ed il comando di cui all'
art. 52
, da attuare nei confronti dei rappresentanti sindacali, possono essere disposti solo previa intesa con l'organizzazione sindacale cui gli stessi appartengono.
Sezione IV
Trattamento economico.
Art. 70
Rinvio.
1.
Il dipendente regionale ha diritto al trattamento economico di cui al
Titolo III
della presente legge.
Capo VI
CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO
Art. 71
Casi di cessazione del rapporto.
1.
La cessazione del rapporto di lavoro, oltre che per destituzione ai sensi dell'
art. 31
, può aversi:
a)
- per dimissioni;
b)
- per decadenza;
c)
- per dispensa;
d)
- per collocamento a riposo.
Art. 72
Dimissioni.
1.
Il dipendente può in qualsiasi momento dimettersi dal servizio.
2.
Le dimissioni devono essere presentate in forma scritta all'Amministrazione regionale almeno trenta giorni prima della data in cui il dipendente intende lasciare il servizio.
3.
La Giunta provvede, su proposta dell'Ufficio di presidenza del Consiglio e del Comitato di controllo per il relativo personale.
4.
Se entro trenta giorni dalla presentazione delle dimissioni l'Amministrazione regionale non abbia provveduto a comunicare al dipendente l'accettazione o il rifiuto, esse si intendono accettate.
5.
Si applicano, quanto alle dimissioni della dipendente coniugata, le norme di cui all'
art. 126 del DPR 10 gennaio 1957, n. 3
.
Art. 73
Decadenza dall'impiego.
1.
Il dipendente incorre nella decadenza dall'impiego qualora:
a)
- perda la cittadinanza italiana od il godimento dei diritti civili e politici;
b)
- non assuma o non riassuma servizio entro il termine prefissogli, ovvero rimanga assente dal servizio per un periodo superiore a quindici giorni senza giustificato motivo;
c)
- non accetti il trasferimento o il comando o le nuove mansioni eventualmente assegnategli ai sensi degli artt. 47 e 48;
d)
- ricorrano le ipotesi di cui all'
art. 26
;
e)
- l'impiego sia stato conseguito con la produzione di documenti falsi o viziati da invalidità insanabile.
2.
La decadenza dall'impiego non comporta la perdita del diritto al trattamento di quiescenza.
Art. 74
Dispensa dal servizio.
1.
La dispensa dal servizio è disposta per motivi di salute, salvo che il dipendente non sia diversamente utilizzato ai sensi degli artt. 47 e 51 della presente legge.
2.
Le condizioni di salute del dipendente proposto per la dispensa sono accertate con le modalità di cui all'
art. 59
.
3.
La dispensa dal servizio può essere disposta solo dopo che il dipendente abbia esaurito il periodo di aspettativa di cui all'
art. 59
, fatta salva per il dipendente stesso la possibilità di chiedere l'anticipazione del provvedimento.
Art. 75
Collocamento a riposo.
1.
Il collocamento a riposo è disciplinato dalle disposizioni vigenti per gli impiegati civili dello Stato, in quanto compatibili.
Art. 76
Riammissione in servizio.
1.
Il dipendente cessato dal servizio per dimissione o per decadenza dall'impiego nei casi previsti dalle lett. b), c) e d) dell'
art. 73
può essere riammesso in servizio, a domanda, compatibilmente con le disponibilità dei posti vacanti annualmente in organico, in limiti non superiori al dieci per cento degli stessi.
2.
Può essere riammessa in servizio, con le modalità di cui al comma precedente, la dipendente dichiarata decaduta a causa della perdita della cittadinanza italiana verificatasi a seguito di matrimonio contratto con cittadino straniero, che abbia poi riacquistato la cittadinanza per effetto dell'annullamento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio.
3.
Il dipendente riammesso in servizio è collocato
[ ... ]
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nello stesso livello funzionale[98]
a cui apparteneva, con la stessa anzianità posseduta al momento della cessazione del rapporto.