Legge regionale 23 gennaio 1987, n. 9


LEGGE REGIONALE n.9 del 23 Gennaio 1987 (1)

Atto abrogato

Regione Umbria
LEGGE REGIONALE n. 9 del 23 Gennaio 1987 (1)
Volontariato. Disciplina dei rapporti con la Regione e gli Enti locali.
Pubblicazione: Bollettino Ufficiale n. 7 del 28/01/1987


ARTICOLO 1

Finalità

1. La Regione riconosce e valorizza le attività di volontariato dirette alla generalità dei cittadini rese da singole, da nuclei familiari o da associazioni, relative alle materie di competenza propria o delegate.

2. La Regione favorisce il concorso delle associazioni di volontariato al conseguimento delle finalità delle leggi e dei piani regionali, come momento integrativo dell' intervento pubblico.

3. Con la presente legge la Regione detta norme per:

a) favorire lo sviluppo delle associazioni di volontariato, costituite senza fini di lucro, le quali autonomamente operano nell' ambito delle comunità locali dell'Umbria, mediante l' impegno personale, disinteressato e gratuito dei soci;

b) promuovere il concorso delle associazioni di volontariato al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione;

c) definire le modalità di partecipazione del volontariato di singoli cittadini, di nuclei familiari e associazioni all' attività degli Enti locali.

ARTICOLO 2

Attività di volontariato

1. Le attività di volontariato, previste dalla presente legge, consistono in prestazioni libere, gratuite e senza fini di lucro svolte in forma singola o associata, concernenti in particolare:

a) tutela del diritto alla salute ed alla sicurezza sociale;

b) tutela e miglioramento della qualità della vita;

c) tutela e valorizzazione dei beni culturali;

d) promozione e sviluppo delle attività culturali;

e) tutela e valorizzazione dell' ambiente;

f) interventi in materia di protezione civile;

g) educazione permanente e attuazione del diritto allo studio;

h) interventi nei servizi ricreativi e sportivi.

ARTICOLO 3

Albo regionale

1. Ai fini della presente legge è istituito presso la Giunta regionale l' albop regionale delle Associazioni di volontariato.

2. Possono chiedere l' iscrizione all' albo le Associazioni liberamente costituite per l' esercizio di attività di volontariato volte allo sviluppo della società civile, a condizione che:

a) gli ordinamenti interni prevedano espressamente l' esclusione di ogni fine di lucro e di remunerazione, sia per l' associazione che per i soci;

b) i componenti gli organi dell' associazione non abbiano rapporti d' impiego o libero professionali con l' Associazione medesima;

c) i compiti istituzionali dell' Associazione siano svolti prevalentemente mediante l' impiego di volontari non retribuiti;

d) le norme organizzative dell' Associazione siano informate ai principi costituzionali e a criteri di trasparenza amministrativa.

3. Le Associazioni che intendono chiedere l' iscrizione devono presentare al Presidente della Giunta regionale domanda corredata di:

a) atto costitutivo;

b) statuto ed ordinamento interno;

c) indicazione delle persone che ricoprono le caratteristiche sociali ai sensi dell' ordinamento interno;

d) relazione sugli interventi attuati, programma degli interventi che si intendono attivare, specificando per entrambi le metodologie di intervento e la qualificazione del personale impiegato, sia volontario che dipendente.

4. L' iscrizione è disposta con provvedimento della Giunta regionale sentito il Comune ove ha sede l' associazione; il provvedimento è notificato dal Comune medesimo.

5. Ogni variazione concernente i dati di cui alle lettere a) e b) del terzo comma , deve essere comunicata, entro il semestre solare nel quale si è verificata, dall'Associazione al Presidente della Giunta regionale. La Giunta regionale dispone la cancellazione dall' Albo delle Associazioni che abbiano perduto i requisiti di cui al precedente comma 2 .

6. Le decisioni di rifiuto dell' iscrizione o di cancellazione sono comunicate tempestivamente, con adeguata motivazione, alle associazioni interessate ed al Comune territorialmente competente.

7. L' albo regionale delle Associazioni di volontariato è annualmente pubblico nel Bollettino Ufficiale della Regione, il quale dà notizia delle singole variazioni che intervengono nel corso dell' anno.

ARTICOLO 4

Partecipazione del volontariato e attività di informazione

1. La Regione promuove, annualmente, apposite conferenze cui partecipano le associazioni di volontariato per esaminare l' andamento delle attività e formulare proposte interessanti i campi di intervento delle associazioni stesse.

2. La Regione, anche in collaborazione con gli enti locali, attua iniziative di promozione, studio e informazione sul fenomeno del volontariato.

ARTICOLO 5

Rapporti tra Enti locali ed Associazioni del volontariato

1. I rapporti degli Enti locali con le Associazioni di volontariato iscritte all' albo regionale, le quali intendano concorrere alla realizzazione dei programmi regionali nelle materie di cui all' art. 2 , sono regolate da convenzioni, nel rispetto di quanto disposto al successivo art. 6 .

2. Al fine di assicurare l' uniformità dei rapporti e l' utilizzabilità integrata e razionale del volontariato anche in ambiti territoriali diversi da quello di iscrizione, nell' ipotesi di interventi di emergenza, la Regione promuove altresì la stipula di convenzioni tra gli Enti locali e le associazioni di volontariato per l' attuazione di programmi concernenti le competenze proprie degli enti locali, includenti la partecipazione ad attività formative, esercitazioni e interventi di emergenza interessanti l' ambito territoriale di più enti.

ARTICOLO 6

Convenzioni

1. Le convenzioni devono individuare le prestazioni da erogare, prevedendo modalità di erogazione che garantiscano il diritto dei cittadini alle prestazioni.

2. Le convenzioni devono in ogni caso prevedere, nello svolgimento dell' attività convenzionata, la prevalenza di volontari che operino mediante impegno personale disinteressato e gratuito.

3. Le convenzioni devono, in particolare indicare:

a) il numero degli aderenti all' organizzazione stipulante, impegnati nell' attività da svolgere ed i responsabili operativi;

b) il numero degli eventuali soggetti dipendenti o di terzi, fornitori di prestazioni specializzate e la natura del rapporto tra l' associazione e tali soggetti;

c) il tipo di polizza assicurativa a favore dei soggetti di cui ai punti a) e b), per la copertura di tutti i rischi effettivi, derivanti dalla partecipazione all' attività ;

d) la durata del rapporto convenzione;

e) le modalità per la verifica periodica dei risultati conseguiti;

f) l' obbligo di garantire la capacità professionale dei volontari impegnati e la continuità delle loro prestazioni;

g) le modalità relative al rimborso delle spese vive sostenute dall' associazione adeguatamente documentate;

h) garanzie e limiti per l' autonomia organizzativa e metodologica del volontariato, nel rispetto dei soggetti destinatari dell' intervento;

i) le modalità , per i volontari, di accesso e di uso della documentazione e delle sedi dei servizi interessati agli interventi.

ARTICOLO 7

Formazione ed aggiornamento del volontariato

1. Le Associazioni dei Comuni di cui alla LR 65/ 1979, per realizzare le attività formative dei volontari si avvalgono, ai sensi del terzo comma dell' art. 8 della LR 21 ottobre 1981, n. 69, delle Associazioni di volontariato convenzionate ai sensi dell' art. 6 .

2. I volontari possono essere ammessi ai corsi realizzati dagli Enti pubblici di cui all' art. 8 , LR 69/ 1981.

3. La Regione inoltre, ai sensi dell' art. 6 della stessa legge, può gestire direttamente iniziative di formazione di rilevante interesse e che non risultino realizzabili dalle Associazioni dei Comuni o da quelle del volontariato.

ARTICOLO 8

Sedi ed attrezzature

1. Al fine di dotare le associazioni di volontariato di sedi ed attrezzature necessarie per il conseguimento dei propri fini statutari, gli Enti locali possono prevedere:

a) la cessione in comodato alle associazioni di sedi o attrezzature proprie, per la durata della convenzione;

b) la concessione di contributi per l' acquisto di attrezzature.

ARTICOLO 9

Consulte locali del volontariato

1. I Comuni singoli o associati promuovono la costituzione di Consulte locali del volontariato al fine di valorizzare, potenziare e coordinare le risorse umane disponibili nel territorio con l' obiettivo di predisporre ed attuare programmi di interesse, locale, volti a potenziare le attività di prevenzione e previsione nei confronti dei diversi fattori di rischio per le comunità locali ed al fine di favorire la partecipazione del volontariato alla programmazione dei servizi nei settori di intervento di cui al precedente art. 2 .

2. Le Consulte locali del volontariato sono composte da rappresentanti degli Enti locali e da rappresentanti delle Associazioni iscritte nell' albo regionale di cui al precedente art. 3 .

3. Le modalità di costituzione, la composizione ed il funzionamento delle Consulte locali del volontariato sono disciplinate da apposito regolamento emanato dall' ente locale che istituisce la Consulta stessa.

ARTICOLO 10

Relazioni annuali sulle attività di volontariato e sull' andamento dei rapporti con il volontariato

1. Gli Enti locali approvato annualmente relazioni sull' andamento dei rapporti intercorsi con il volontariato e le trasmettono entro il 31 ottobre alla Giunta regionale.

2. La Giunta regionale trasmette annualmente al Consiglio entro il 31 dicembre, una relazione concernente l' attività delle Associazioni iscritte all' albo regionale, nonchè lo stato dei rapporti del volontariato con gli Enti locali.

ARTICOLO 11

Volontariato di singoli ed elenco comunale del volontariato

1. I cittadini singoli o i nuclei familiari che intendano prestare la propria oepra gratuitamente nell' ambito di attività svolte dai pubblici servizi sono iscritti a domanda in apposito elenco istituito presso il comune di residenza e suddiviso per settori di intervento.

2. A tal fine il singolo volontario rivolge domanda al sindaco, indicando il settore in cui intende svolgere la propria attività volontaria e comprovando la propria idoneità operativa.

3. Il comune provvede a segnalare agli enti gestori dei pubblici servizi presenti nel territorio i volontari disponibili ad operare nell' ambito delle competenze del singolo ente.

4. In apposita sezione dell' elenco sono inserite le associazioni di volontariato iscritte nell' albo regionale, con sede nel territorio comunale.

5. L' Ente preposto alla gestione dei pubblici servizi che intenda ammettere volontari nell' ambito dell' attività di propria competenza, può rimborsare al volontario le eventuali spese vive sostenute nell' espletamento della collaborazione accettata, escludendosi compensi o configurazioni di rapporto di lavoro di alcun genere.

ARTICOLO 12

Norma finanziaria

1. Per gli interventi previsti dall' art. 4 della presente legge è autorizzata, dal 1987, la spesa annua di lire 10.000.000 con iscrizione al cap. 2610 - di nuova istituzione nel bilancio dell' esercizio 1987 - denominato: " Spese per l' attuazione di iniziative di studio e informazione concernenti il volontariato".

2. All' onere di cui al comma precedente, l' entità del quale potrà essere annualmente variata con la legge di bilancio - si fa fronte con riduzione, per importo corrispondente, dell' autorizzazione di spesa per le finalità della legge regionale 31 maggio 1982, n. 29 (cap. 2885 - voce 5040) concernente norme ed indirizzi per il riordino delle funzioni amministrative dei servizi in materia socio - assistenziale.

3. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le conseguenti variazioni di bilancio.


Note della redazione

(1)  - 

Abrogata dalla L.R. 25 maggio 1994, n. 15, art. 18, comma 1