Legge regionale 30 marzo 1992, n. 7


LEGGE REGIONALE n.7 del 30 Marzo 1992

Date di vigenza

23/04/1992 entrata in vigore

Documento vigente

Regione Umbria
LEGGE REGIONALE 30 Marzo 1992 ,n. 7
Riordinamento del Comitato regionale di controllo sugli atti degli Enti Locali e delle UULLSSSS.
Pubblicazione: Bollettino Ufficiale n. 15 del 08/04/1992

Il Consiglio regionale ha approvato. Il Commissario del Governo ha apposto il visto. Il Presidente della Giunta regionale promulga la seguente legge:


Capo I

Struttura e costituzione dell' organo di controllo

ARTICOLO 1

Disposizioni generali

1. Il Controllo della Regione sugli atti delle province, dei comuni e degli altri enti locali di cui all' art. 3 è esercitato, in attuazione dell' art. 130 della Costituzione e dell' art. 72 dello Statuto , dal Comitato regionale di controllo, secondo le norme contenute nella presente legge e nelle leggi statali.

ARTICOLO 2

Struttura dell' organo di controllo

1. Il Comitato di controllo si articola in sezioni decentrate a livello provinciale.

ARTICOLO 3

Competenze del Comitato e delle sezioni

1. Il Comitato regionale ha sede nel capoluogo della regione ed esercita il controllo sugli atti:

a) delle province;

b) dei consorzi e delle altre forme associative tra province, tra queste e comuni, oppure tra comuni appartenenti a province diverse.

2. Le sezioni decentrate hanno sede nei capoluoghi di provincia ed esercitano, nell' ambito delle rispettive province, il controllo sugli atti:

a) dei comuni;

b) dei consorzi, delle unioni e delle altre forme associative tra comuni appartenenti alla stessa provincia;

c) delle comunità montane;

d) delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza;

e) delle comunanze e università agrarie ed associazioni agrarie comunque denominate.

ARTICOLO 4

Costituzione e durata in carica

1. Il Consiglio regionale elegge, a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati alla Regione, i membri effettivi e supplenti del Comitato e delle sezioni, scegliendoli tra gli esperti di cui all' art. 42, comma primo, lett. a) della legge 8 giugno 1990, n. 142 , entro novanta giorni dalla seduta di insediamento. Se dopo due scrutini il candidato non ottiene la maggioranza richiesta, nella terza votazione è sufficiente il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri assegnati alla Regione. Le votazioni dovranno tenersi in diverse sedute successive del Consiglio regionale.

2. Il Comitato regionale di controllo e le sue sezioni sono costituiti con decreto del Presidente della Giunta regionale entro trenta giorni dalla comunicazione della elezione dei componenti di competenza del Consiglio regionale e della designazione degli altri componenti da parte degli organi competenti e sono insediati entro i successive trenta giorni.

3. Il Comitato di controllo e le sue sezioni sono rinnovati integralmente nei casi previsti dall' art. 42, comma 6, della legge n. 142/ 90 . Essi esercitano le funzioni fino all' insediamento del nuovo Comitato e delle sezioni.

ARTICOLO 5

Cause di decadenza

1. I componenti dell' organi di controllo decadono qualora sopravvenga una delle cause di incompatibilità elencate nell' art. 43 della legge 8 giugno 1990, n. 142 .

2. I componenti dell' organi di controllo decadono altresì qualora non intervengano a tre sedute consecutive, senza giustificato motivo.

3. Il Presidente della Giunta regionale contesta all' interessato la causa di decadenza con le modalità previste dall' art. 7 della legge 23 aprile 1981, n. 154 , in quanto applicabili.

4. Il Presidente della Giunta regionale dichiara decaduto, con provvedimento motivato, il componenti dell'organo di controllo, qualora si tratti di uno dei componenti designati dal Commissario di Governo, ovvero propone al Consiglio regionale la dichiarazione di decadenza e la relativa sostituzione per gli altri componenti.

ARTICOLO 6

Dimissioni

1. Le dimissioni dei componenti dell' organo di controllo sono presentate al Presidente della Giunta regionale, il quale ne dà comunicazione al Presidente del Comitato o della sezione di appartenenza.

ARTICOLO 7

Sostituzione

1. In tutti i casi in cui si verifichino vacanze per decadenza, dimissioni, morte o impedimento permanente di uno o più componenti, il Presidente della Giunta regionale ne promuove la sostituzione, nelle forme e nei modi previsti per la designazione od elezione, entro quindici giorni dalla vacanza.


Capo II

Ordinamento interno dell' organo di controllo

ARTICOLO 8

Elezione del Presidente e del Vicepresidente

1. Il Presidente del Comitato e i presidenti delle sezioni sono eletti dai rispettivi collegi nell' adunanza d' insediamento, prima che si deliberi su qualsiasi altro oggetto. Fino al momento della elezione, la seduta è presieduta dal componente eletto dal Consiglio regionale più anziano di età .

2. Il Presidente è scelto fra i componenti effettivi eletti dal Consiglio regionale e l' elezione avviene mediante votazione a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta dei componenti. Se nelle prime due votazioni nessuno raggiunte tale maggioranza, risulta eletto colui che nella terza votazione abbia ottenuto il maggior numero dei suffragi. Qualora più candidati riportino ugual numero di voti, risulta eletto quello più anziano di età .

3. Le stesse regole e le stesse modalità valgono per l' elezione del Vicepresidente, che deve avvenire con distinta votazione.

ARTICOLO 9

Poteri del Presidente e del Vicepresidente

1. Il Presidente del Comitato promuove l' unità di indirizzo nell' attività del Comitato e delle sue sezioni.

2. I Presidenti del Comitato e delle sezioni convocano i rispettivi collegi e ne dirigono i lavori, formulando l' ordine del giorno, sottoscrivono i verbali delle sedute e ogni decisione del collegio, curano l' esecuzione delle decisioni adottate dallo stesso ed esercitano ogni altra funzione necessaria ad assicurare l' ordinato ed efficiente svolgimento dei lavori dell' organo di controllo. I Presidenti, inoltre, mantengono i rapporti con gli organi della Regione e vigilano sul funzionamento degli uffici.

3. In caso di assenza o di impedimento, le funzioni del Presidente sono esercitate dal Vicepresidente. In assenza di quest' ultimo, dal componente effettivo eletto dal Consiglio regionale più anziano di età ; in caso di assenza o impedimento di tutti i membri elettivi effettivi, dal componente elettivo supplente più anziano di età .

ARTICOLO 10

Convocazione delle sedute

1. Il Comitato e le sezioni stabiliscono il calendario delle sedute ordinarie, che hanno luogo in giorni e ore prestabiliti, coincidenti con gli orari degli uffici regionali. Il calendario è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione.

2. I componenti effettivi che si trovino per giustificati motivi impossibilitati ad intervenire, ne danno immediata comunicazione al Presidente del collegio, il quale provvede a convocare il membro supplente appartenente alla rispettiva categoria, osservando nella sostituzione dei componenti elettivi il principio della rotazione.

3. L' ordine del giorni degli argomenti da trattati nelle adunanze ordinarie è reso noto attraverso il deposito in segreteria e l' affissione nell' albo dell' organo di controllo. In caso di particolare urgenza può essere deliberata all' unanimità la discussione di argomento non iscritti all'ordine del giorno.

4. Quando ne ravvisi la necessità , il Presidente ha facoltà di convocare in seduta straordinaria il collegio, dandone avviso, anche telegrafico, ai singoli componenti, almeno 24 ore prima dell' adunanza e nello stesso tempo comunicando loro l' ordine del giorno. Anche in questi casi l' ordine del giorno deve essere depositato in segreteria e affisso all' albo.

5. Il Presidente e ' tenuto a convocare il Comitato quando ne sia fatta richiesta da almeno tre componenti effettivi.

ARTICOLO 11

Svolgimento delle sedute

1. Per la validità delle adunanze è richiesta la presenza della maggioranza del collegio.

2. Le decisioni sono adottate a maggioranza dei presenti. In caso di parità, prevale il voto di chi presiede.

3. Le decisioni sono sottoscritte dal Presidente e dal segretario.

4. Le sedute del Comitato e delle sezioni non sono pubbliche. Il Comitato o le sue singole sezioni per particolari oggetti possono deliberare, all' unanimità , la pubblicità delle sedute.

ARTICOLO 12

Attività istruttoria e relazioni

1. Ciascuna deliberazione sottoposta a controllo, prima di essere assegnata al relativo, è istruita a cura degli uffici del Comitato di controllo e delle sue sezioni.

2. Gli atti sono ripartiti tra i singoli membri del Presidente, sulla base di criteri determinati dal collegio in modo da assicurare un' equa ripartizione del lavoro, un adeguato approfondimento dell' istruttoria e la maggiore tempestività del controllo. Entro il termine fissato dal Presidente per ognuna di esse il componente del Comitato cui sia stata affidata la pratica riferisce al collegio formulando le proprie proposte.

ARTICOLO 13

Verbale di seduta

1. Il verbale delle sedute deve contenere i nomi dei componenti presenti, nonchè l' indicazione delle questioni trattate, delle proposte del relatore e delle decisioni adottate.

2. Ogni componente del collegio ha diritto di far inserire nel verbale le motivazioni del proprio voto, nonchè ogni altra dichiarazione rilevante ai fini della decisione.

3. I verbali delle sedute sono redatti dal segretario del collegio. Sono approvati immediatamente e sottoscritti dal Presidente e del segretario del collegio.

4. I verbali sono depositati presso la segreteria dell' organo di controllo e tutti i cittadini hanno diritto di prenderne visione o di ottenerne copia a proprie spese.

ARTICOLO 14

Segretario verbalizzante

1. Il Presidente della Giunta regionale nomina con proprio decreto i funzionari regionali che esercitano le funzioni di segretario del Comitato e di ciascuna delle sezioni decentrate, nonchè i loro sostituti per i casi di assenza o di impedimento.

ARTICOLO 15

Dovere di assentarsi

1. I componenti del Comitato o delle sezioni hanno l' obbligo di assentarsi in occasione dell' esame e del controllo di atti rispetto ai quali sussista un interesse proprio, di parenti o di affini entro il quarto grado, oppure di imprese o di enti con i quali abbiano rapporti di amministrazione, di vigilanza, di consulenza o di prestazione d' opera.

ARTICOLO 16

Incompatibilità del personale

1. I dipendenti regionali componenti degli organi degli enti di cui all' art. 3 non possono prestare servizio presso il comitato o la sezione competente al controllo sugli atti degli enti medesimi.


Capo III

Le funzioni di controllo

ARTICOLO 17

Atti soggetti a controllo di legittimità

1. Il controllo di legittimità è effettuato sulle deliberazioni degli enti ed organismi di cui all' art. 3 , trasmesse in via obbligatoria o facoltativa all' organo di controllo, ivi comprese le deliberazioni adottate nell' esercizio di funzioni amministrative delegate o subdelegate dalla Regione, nei limiti e con le modalità fissate dalla legge n. 142/ 1990 .

2. Sono escluse in ogni caso dal controllo le deliberazioni meramente confermative o esecutive di altre deliberazioni.

ARTICOLO 18

Termini per l' invio degli atti e per l' esercizio del controllo

1. Le deliberazioni sottoposte a controllo ai sensi dell' art. 45, comma 1, della legge 142/1990 devono essere inviate al competente ufficio del Comitato di controllo entro trenta giorni dalla data della loro adozione, a pena di decadenza. Nell' ipotesi di deliberazioni dichiarate urgenti, l' invio deve avvenire entro cinque giorni dalla data della loro adozione, a pena di decadenza. Qualora l' organo esecutivo intenda sottoporre a controllo preventivo di legittimità del Comitato propri atti a norma dell'art. 45, comma 1, di ciò si deve fare espressa menzione del dispositivo dell' atto.

2. Le deliberazioni sottoposte al controllo su richiesta dei soggetti a ciò legittimati ai sensi dei commi 2 e 4 dell' art. 45 della legge n. 142/1990 , devono essere inviate al competente ufficio del Comitato entro dieci giorni dalla data di ricezione della richiesta a pena decadenza. La richiesta di controllo impedisce che la delibera diventi esecutiva ai sensi dell' art. 47, comma 1, della legge n. 142/1990 , ovvero ne sospende l' esecutività ; della richiesta è fatta immediata annotazione nella deliberazione già pubblicata. Nell' ipotesi di deliberazioni dichiarate urgenti l' invio deve avvenire entro cinque giorni dalla richiesta, a pena di decadenza.

3. Qualora l' organo di controllo, ai sensi del comma 9 dell' art. 46 della legge 142/1990 indichi all' ente interessato modificazioni da apportare alle risultanze del conto consuntivo, la deliberazione relativa, da adottare nel termine di trenta giorni dalla richiesta, deve essere inviata al competente ufficio del Comitato nei successivi trenta giorni.

4. Le deliberazioni di cui ai commi precedenti debbono essere assoggettate a controllo da parte del Comitato nei termini di seguito indicati, decorrenti dalla data di ricevimento:

a) quaranta giorni, per quelle di approvazione del bilancio preventivo, del conto consuntivo e per altre inerenti tali documenti contabili;

b) venti giorni, per tutte le altre. resta salvo quanto previsto dal comma 7 dell' art. 34 della legge n. 142/1990 .

ARTICOLO 19

Trasmissione degli atti

1. Le deliberazioni da assoggettare al controllo preventivo di legittimità debbono essere inviate in duplice copia autenticata, corredata da apposito elenco descrittivo, al competente ufficio dell' organo di controllo.

2. La trasmissione può essere fatta mediante raccomandata con avviso di ricevimento o anche mediante consegna a mano, con contestuale rilascio di ricevuta.

ARTICOLO 20

Regolarizzazione e integrazione degli atti

1. Quando l' atto trasmesso per il controllo manchi dei requisiti formali, presenti errori materiali ovvero sia carente della necessaria documentazione integrativa, il Presidente può invitare l' ente a regolarizzare l' atto o in tempo utile per l' esercizio del controllo.

2. Quando sia utile per un più spedito esame dell' atto, possono essere allo stesso modo richiesti direttamente informazioni o documenti, all' ente interessato, in tempo utile per l' esercizio del controllo.

3. Le richieste di cui ai precedenti commi non sospendono i termini per l' esercizio del controllo.

ARTICOLO 21

Controllo sostitutivo

1. Salvo quanto previsto dall' art. 46, comma 10, della legge 142/1990 , qualora il comune o la provincia ovvero gli altri enti di cui all' art. 3 ritardino o omettano di compiere atti obbligatori per legge, il Comitato di controllo assegna un congruo termine, comunque non inferiore a trenta giorni salvo per i casi d' urgenza, per il compimento dell' atto dovuto.

2. Decorso tale termine, il Comitato provvede alla nomina di un commissario, al quale assegna un congruo termine per il compimento dell' atto. Il commissario, quale organo straordinario, assume tutti i poteri dell' organo sostituito.

ARTICOLO 22

Udienze ad amministrazioni locali

1. L' organo di controllo ha facoltà di convocare i rappresentanti legali degli enti interessati o loro delegati, anche su loro richiesta, perchè forniscano chiarimenti e osservazioni sull' atto sottoposto a controllo.

2. I rappresentati degli enti interessati possono farsi assistere da propri funzionari.

3. Delle udienze previste nel presente articolo deve farsi menzione nel verbale di seduta.

4. I rappresentanti convocati hanno facoltà di far acquisire agli atti del Comitato memorie scritte concernenti gli atti sottoposti a controllo.

ARTICOLO 23

Provvedimenti dell' organo di controllo

1. L' annullamento di un atto è pronunciato con deliberazione motivata, secondo quanto stabilito dall' art. 46, commi 2 e 3, della legge n. 142/1990 .

ARTICOLO 24

Comunicazione e pubblicazione delle decisioni

1. Le decisioni dell' organo di controllo che annullano, oppure richiedono chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, devono essere comunicate, anche con mezzi telematici, o a mezzo telegramma, all' ente interessati, nei termini di cui all' art. 18 .

2. Le decisioni di annullamento sono pubblicate per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione: sono pubblicate integralmente, su segnalazione del Presidente del Comitato o delle sezioni, le decisioni che rivestono una particolare importanza.

ARTICOLO 25

Consultazione e rilascio di copie delle decisioni

1. La consultazione ed il rilascio di copie degli atti dell'organo di controllo sono consentite ai sensi e con le modalità dagli articoli 22 e 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241 , e delle relative disposizioni attuative regionali.

ARTICOLO 26

Unitarietà di indirizzo

1. Il Presidente della Giunta regionale, al fine di favorire l' unitarietà di indirizzo nella attività di controllo, promuove e convoca, almeno una colta all' anno, riunioni del Comitato regionale e delle sue sezioni, per favorire il coordinamento dell' attività dello stesso e per assicurare l' omogeneità delle procedure.

2. Il Presidente della Giunta regionale può promuovere e convocare riunioni periodiche del Comitato regionale di controllo e delle sue sezioni per l' esame di specifici argomenti e problemi inerenti all' interpretazione di disposizioni di legge, connessi con l' esercizio delle funzioni di controllo.

3. Le sedute del Comitato regionale di controllo sono tenute a fornire al Presidente della Giunta regionale e alle commissioni permanenti del Consiglio regionale le informazioni ed i chiarimenti richiesti sullo svolgimento delle loro attività .

4. Il Presidente del Comitato regionale di controllo, ai fini di quanto previsti dai commi precedenti, svolge azioni di coordinamento e di raccordo tra l' attività del Comitato e quella delle sezioni.

ARTICOLO 27

Relazione annuale

1. Il Presidente del Comitato regionale di controllo trasmette ogni anno, entro il 31 gennaio, al Consiglio ed alla Giunta regionale una relazione sulle attività svolte durante l' anno.

2. La relazione è previamente sottoposta ai componenti del Comitato regionale e delle sue sezioni, che possono formulare osservazioni scritte da allegare alla relazione stessa.

3. nella relazione sono indicate:

a) le sedute del collegio;

b) gli atti ricevuti, suddivisi per categoria di enti controllati;

c) gli atti soggetti a controllo non esaminati dal collegio e divenuti esecutivi per scadenza dei termini di cui all' art. 18 ;

d) gli atti annullati, l' elenco degli enti deliberanti e l' indicazione sintetica dei motivi di annullamento;

e) gli atti sottoposto a controllo ad iniziativa della Giunta e su richiesta dei soggetti di cui all' art. 45, commi 2 e 4, della legge 142/ 1990 ;

f) gli atti dichiarati urgenti trasmessi al Comitato per il controllo;

g) gli atti per i quali siano stati richiesti chiarimenti o elementi integrativi di giudizio e l' esito del controllo;

h) il numero e l' esito degli atti di cui all' art. 46, comma 9, della legge n. 142/ 1990 ;

i) il numero e l' esito dei casi in cui il Comitato abbia fatto ricorso al potere sostitutivo od abbia diffidato gli enti a compiere atti obbligatori per legge;

l) gli atti trasmessi per il controllo e ritenuti non soggetti al controllo medesimo;

m) il numero delle udienze effettuate con gli amministratori;

n) le eventuali osservazioni e proposte intese a migliorare l' attività di controllo e, in particolare, in ordine alla adeguatezza della sede, alle attrezzature tecniche e alla dotazione di personale;

o) ogni altro dato eventualmente richiesto dal Consiglio regionale o dalla Giunta regionale.

4. Le osservazioni della Giunta sulla relazione dell' organo di controllo sono trasmesse direttamente al Consiglio regionale.

5. La relazione è sottoposta, con le eventuali osservazioni della Giunta regionale, all' esame del Consiglio regionale, che assume iniziative dirette ad assicurare l' unitarietà di indirizzo dell' organo di controllo ed una maggiore efficienza della relativa attività .

ARTICOLO 28

Diritti dei consiglieri regionali

1. I Consiglieri regionali hanno il diritto di ottenere dal Comitato e dalle sue sezioni, tutte le informazioni utili all' esercizio delle loro funzioni, secondo i principi stabiliti dallo Statuto.

ARTICOLO 29

Rappresentanza in giudizio

1. La rappresentanza in giudizio della Regione nelle controversie e nei ricorsi aventi per oggetto provvedimento dell' organo di controllo spetta al Presidente della Giunta regionale.

2. Il Presidente del Comitato o della sezione in questione trasmette al Presidente della Giunta gli atti relativi al provvedimento impugnato.


Capo IV

Disposizioni finanziarie e finali

ARTICOLO 30

Indennità e rimborso spese

1. Ai componenti del Comitato regionale di controllo e delle sezioni spetta per ogni giornata di seduta e nei limiti di centoventi sedute annue, una indennità di presenza nella seguente misura:

a) Presidente L. 200.000

b) Vice Presidente L. 160.000

c) componenti effettivi e supplenti 130.000
 
Tali misure sono annualmente rideterminate dalla Giunta regionale, in relazione all' aumento percentuale dell' indice del costo della vita calcolato dall' ISTAT ai fini della scala mobile delle retribuzioni dei lavoratori dell' industria.

2. Il Presidente e il Vice presidente del Comitato di controllo e delle sezioni, se dipendenti pubblici collocati fuori ruolo, continuano a percepire il trattamento economico in godimento e la relativa spesa è a carico della Regione; se dipendenti privati collocati in aspettativa non retribuita, hanno diritto ad una indennità pari al trattamento economico in godimento entro il limite massimo del trattamento economico previsto per il dirigenti di ufficio della Regione.

3. La misura dell' indennità di presenza è ridotta del cinquanta per cento per il Presidente e il Vice presidente se dipendenti pubblici collocati fuori ruolo o se dipendenti privati collocati in aspettativa.

4. Ai componenti del Comitato regionale di controllo e delle sezioni competono inoltre l' indennità di missione e il rimborso delle spese previste per i dirigenti regionali, di più alto livello funzionale retributivo.

ARTICOLO 31

Disposizioni finanziarie

1. All' onere per l' attuazione della presente legge si fa fronte, per l' anno in corso, con gli stanziamenti appositamente iscritti nel relativo bilancio di previsione ai capitoli 250 e 260.

2. Per gli anni successivi l' entità della spesa sarà determinata con legge di bilancio, a norma dell' art. 5, comma 2, della legge regionale 3 maggio 1978, n. 23 .


Capo V

Disposizione transitoria e finale

ARTICOLO 32

Norma transitoria

1. In sede di prima applicazione delle disposizioni contenute nella prsente legge, il termine di cui al primo comma dell' art. 4 , decorre dall' entrata in vigore della legge medesima.

ARTICOLO 33

Abrogazione di norme

1. Sono abrogate le leggi regionali 31 luglio 1981, n. 48 ; 10 novembre 1981, n. 75 ; 13 luglio 1983, n. 24 ; 2 novembre 1983, n. 42 ; 14 aprile 1987, n. 22 . La predetta normativa conserva efficacia fino al giorno dell' insediamento degli organi di cui alla presente legge.


La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione dell'Umbria.

Perugia, 30 marzo 1992

Ghirelli