Atto abrogato

Regione Umbria
LEGGE REGIONALE n. 26 del 3 Giugno 1977 (1)
Ristrutturazione organica e funzionale dell' Ente di sviluppo dell' Umbria.
Pubblicazione: Bollettino Ufficiale n. 24 del 08/06/1977


TITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI

ARTICOLO 1

Denominazione

1. In conformità della legge 30 aprile 1976, n. 386 , l' Ente di sviluppo nell' Umbria, istituito con DPR 14 febbraio 1966, n. 253 e trasferito alla Regione ai sensi dell' art. 1 del DPR 15 gennaio 1972, n. 11 , assume la denominazione di Ente di sviluppo agricolo in Umbria ed è Ente regionale di diritto pubblico.

2. L' Ente è anche strumento operativo della Regione ed opera in conformità alle linee di programmazione regionale, nonchè nel rispetto delle deleghe attribuite dalla Regione medesima a Comunità montane, Province, Comuni e loro Consorzi.

ARTICOLO 2

Attività

1. L' Ente promuove iniziative intese a favorire lo sviluppo dell' economia agricola regionale e la elevazione delle condizioni di vita dei lavoratori della terra.

2. L' Ente partecipa alla formazione ed all' attuazione del piano regionale di sviluppo e dei piani di zona per il settore dell' agricoltura; svolge le attività agricole stabilite dalla Regione e, nel quadro della programmazione regionale, esegue piani e programmi di interesse agricolo approvati dalla Regione.

3. L' Ente presta, su richiesta, opera di consulenza e di assistenza in materia di agricoltura alle Comunità montane, agli Enti locali e ad altri organismi pubblici operanti nel settore dell' agricoltura.

4. L' Ente assicura la partecipazione delle categorie agricole allo svolgimento delle proprie attività , stabilendone le modalità con deliberazione del Consiglio di amministrazione.

5. Le attività affidate all' Ente sono coordinate dalla Regione con quelle delegate a Province, Comuni e loro Consorzi e con i programmi delle Comunità montane sulla base del programma regionale di sviluppo e dei piani zonali.

ARTICOLO 3

Finalità

1. Le funzioni attribuite all' Ente di sviluppo agricolo sono rivolte fondamentalmente:

a) alla promozione e realizzazione dell' ammodernamento delle strutture agricole ed alla migliore utilizzazione della superficie agraria;

b) alla promozione ed allo sviluppo della cooperazione e di altre forme associative;

c) alla promozione e all' intervento nel campo dell' assistenza tecnica a favore di imprenditori singoli od associati, nonchè dell' informazione socio - economica e della formazione professionale;

d) alla prestazione di assistenza economica e finanziaria a favore di produttori singoli od associati con preferenza alle cooperative ed alle organizzazioni di produttori agricoli, anche mediante prestazione di garanzie fidejussorie e assunzione di quote di partecipazione in società di interesse agricolo, nonchè mediante concessione di prestiti agricoli di conduzione, dotazione ed anticipazioni sui prodotti con fondi che allo scopo siano assegnati dalla Regione.

2. All' Ente di sviluppo può essere affidata, altresì , la realizzazione di impianti, attrezzature e servizi di interesse comune per i produttori agricoli qualora siano carenti o inadeguate le iniziative rispetto alle esigenze locali o ai piani e programmi di cui all' art. 2, assumendone la gestione diretta nella fase di avviamento.

3. L' Ente può , inoltre, in via eccezionale e previa conforme deliberazione della Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare permanente, assicurare la gestione diretta di tali impianti e servizi in caso di gravi e comprovate difficoltà o dissesto delle cooperative e di altri organismi associativi che abbiano già realizzato le iniziative suddette.

4. In ogni caso, la gestione deve essere affidata o riaffilata ai produttori interessati entro cinque anni.

5. Le gestioni dirette di impianti collettivi da parte dell' Ente di sviluppo sono considerate imprese agricole a tutti gli effetti.

6. L' Ente predispone un programma di interventi quinquennale sulla base delle linee programmatiche per l' agricoltura fissate dal piano di legislatura regionale.

7. La Giunta regionale presenta al Consiglio regionale, eventualmente corredati delle sue osservazioni, i programmi di attività per l' approvazione ed il relativo finanziamento.

TITOLO II

ORGANI E LORO COMPETENZE

ARTICOLO 4

Organi.

1. Gli organi dell' Ente sono:
 
- Il Consiglio di amministrazione;
 
- Il presidente;
 
- Il Comitato esecutivo;
 
- Il Collegio dei revisori dei conti.

ARTICOLO 5

Composizione del Consiglio di amministrazione.

1. Il Consiglio di amministrazione è composto da 24 membri, oltre il presidente, dei quali:

a) n. 12 membri eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a due terzi, scelti tra persone di sicura competenza in materia di agricoltura;

b) n. 2 membri designati dalle Organizzazioni degli agricoltori conduttori non coltivatori diretti;

c) n. 5 membri designati dalle Organizzazioni sindacali dei coltivatori diretti;

d) n. 3 membri designati dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori della terra;

e) n. 1 membro designato dalle Organizzazioni delle Cooperative agricole;

f) n. 1 membro in rappresentanza del personale dell' Ente.

2. Spetta al Consiglio regionale con proprio atto amministrativo individuare le Organizzazioni professionali e sindacali agricole di cui alle lettere b), c), d), e) maggiormente rappresentative a livello nazionale, nonchè il numero delle designazioni che ad esse competono in relazione alla loro effettiva rappresentatività regionale.

3. Il Consiglio di amministrazione è nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale.

ARTICOLO 6

Presidenza e Comitato esecutivo.

1. Nella prima seduta il Consiglio di amministrazione elegge nel suo seno due vice presidente e gli altri membri del Comitato esecutivo.

2. Il Comitato esecutivo è composto dal presidente, dai due vice presidenti e da quattro consiglieri.

3. I due vice presidenti sono eletti con voto limitato.

4. Gli altri quattro membri del Comitato esecutivo sono eletti con voto limitato a due.

5. Il Consiglio di amministrazione dura in carica cinque anni ed i consiglieri possono essere confermati.

ARTICOLO 7

Compiti del Consiglio di amministrazione.

1. Al Consiglio di amministrazione spetta la gestione dell' Ente.

2. Sono comunque di competenza esclusiva ed in delegabile le attribuzioni del Consiglio in materia di bilancio di previsione, di conto consuntivo, di piani e programmi di attività e di regolamenti, i contratti e le convenzioni, lo stare ed il resistere in giudizio.

ARTICOLO 8

Funzionamento del Consiglio di amministrazione.

1. Le riunioni del Consiglio sono valide se è presente la metà più uno dei suoi componenti in prima convocazione ed un terzo in seconda convocazione.

2. I consiglieri che, senza giustificato motivo, non partecipano alle sedute per oltre tre riunioni consecutive, possono essere sostituiti, previa deliberazione di decadenza adottata dal Consiglio di amministrazione a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

3. Il Consiglio delibera a maggioranza assoluta dei voti dei consiglieri presenti.

4. Il Consiglio deve essere riunito almeno una volta ogni tre mesi e, comunque, quando ne faccia richiesta scritta al presidente almeno un terzo dei consiglieri.

ARTICOLO 9

Il presidente.

1. Il presidente dell' Ente è eletto dal Consiglio regionale.

2. Nelle prime due votazioni occorre il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri presenti. Nelle successive votazioni è sufficiente la maggioranza semplice.

3. Il presidente è nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale e dura in carica cinque anni.

4. Il presidente ha la rappresentanza legale dell' Ente, convoca e presiede il Consiglio di amministrazione ed il Comitato esecutivo, dà esecuzione alle deliberazioni di detti Organi, sovraintende al loro funzionamento.

5. In caso di assenza o di impedimento del presidente ne esercitano le funzioni a turno i due vice presidenti.

6. Il presidente ha la facoltà di adottare in caso di urgenza provvedimenti di competenza non esclusiva del Consiglio di amministrazione, il cui ritardo può arrecare grave pregiudizio agli interessi dell' Ente; gli stessi dovranno essere sottoposti per la ratifica nella prima riunione del Consiglio medesimo.

ARTICOLO 10

Comitato esecutivo.

1. Il Comitato esecutivo adotta i provvedimenti nell'ambito delle materie ad esso delegate dal Consiglio di amministrazione; adotta, in casi di comprovata urgenza, i provvedimenti di competenza del Consiglio, esclusi quelli non espressamente delegabili di cui all'art. 7; tali deliberazioni sono sottoposte alla ratifica del Consiglio nella seduta immediatamente successiva alla data del provvedimento.

2. Le deliberazioni adottate dal Comitato esecutivo sono comunicate dal Presidente al Consiglio di amministrazione.

ARTICOLO 11

Collegio dei revisori dei conti.

1. Il Collegio dei revisori dei conti è composto da:

a) il presidente designato dal Consiglio regionale;

b) due membri effettivi e due supplenti eletti con voto limitato dal Consiglio regionale;

c) due membri effettivi e due supplenti designati dal Ministero del tesoro e dal Ministero dell' agricoltura e delle foreste.

2. Il Collegio, costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale, dura in carica cinque anni ed i singoli membri possono essere confermati.

3. I membri del Collegio dei revisori dei conti possono assistere alle riunioni del Consiglio di amministrazione e del Comitato esecutivo.

ARTICOLO 12

Incompatibilità .

1. I componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei revisori dei conti non possono fornire beni o prestare servizi all' Ente nè possono svolgere attività per conto di società , di aziende e di imprese che, anche operando al di fuori della circoscrizione territoriale dell' Ente, forniscano beni o prestino servizi all' Ente stesso.

ARTICOLO 13

Emolumenti

1. Le indennità al presidente, ai consiglieri ed ai sindaci, saranno stabilite con leggi regionali.

TITOLO III

CONTROLLO E VIGILANZA

ARTICOLO 14

Controllo atti

1. Le deliberazioni del Consiglio di amministrazione devono essere inviate alla Giunta regionale entro sette giorni dalla data della seduta del Consiglio e diventano esecutive se la Giunta non ne pronuncia l' annullamento entro venti giorni dalla data del ricevimento.

2. L' esecutività della deliberazione è sospesa se nel suddetto termine siano richiesti chiarimenti o elementi integrativi di giudizio e può essere riproposta dall' Ente con le procedure di cui al comma precedente.

3. In tal caso, il provvedimento diventa esecutivo se entro il termine di venti giorni la Giunta regionale non adotta le determinazioni di sua competenza.

4. Le deliberazioni concernenti il regolamento di amministrazione e di contabilità , il regolamento organico del personale, il regolamento interno, i bilanci e le relative variazioni, i programmi di attività , la relazione annuale e il conto consuntivo sono sottoposte all'approvazione del Consiglio regionale.

ARTICOLO 15

Vigilanza.

1. Il Presidente della Giunta regionale sentita la medesima, può disporre ispezioni per accertare il regolare funzionamento dell' Ente.

2. Il Consiglio di amministrazione può essere sciolto ed uno o più dei suoi componenti possono essere dichiarati decaduti per gravi violazioni di legge o dei regolamenti dell' Ente, con decreto motivato dal Presidente della Giunta, previa deliberazione della Giunta medesima, sentita la competente commissione consiliare.

3. Il Consiglio di amministrazione può inoltre essere sciolto in caso di sua persistente inattività o di inefficienza dell' Ente, secondo le procedure stabilite dallo statuto.

4. In caso di scioglimento del Consiglio di amministrazione, il Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta stessa, nomina un commissario straordinario per un periodo non superiore a sei mesi.

5. In caso di rinuncia o decadenza di uno o più membri del Consiglio di amministrazione, la sostituzione viene effettuata secondo le indicazioni di cui all' art. 5 della presente legge.

ARTICOLO 16

Personale.

1. Il personale dell' Ente è assunto per pubblico concorso.

2. Sarà possibile derogare da quanto previsto nel precedente comma per il direttore generale, nel caso in cui sia scelto al di fuori del personale della pianta organica dell' Ente.

3. Lo stato giuridico ed il rapporto economico del personale saranno regolati in conformità all' art. 5 lettera e) della legge 30 aprile 1976, n. 386 , e in coerenza con quanto al riguardo previsto dalle leggi regionali 9 agosto 1973, n. 33 e 23 maggio 1975, n. 34.

ARTICOLO 17

Rapporto di lavoro del direttore generale.

1. Il regolamento organico dell' Ente stabilisce i requisiti tecnico - professionali che deve possedere il direttore generale, ne individua le mansioni e ne disciplina il trattamento economico, che non potrà essere superiore al livello retributivo determinato per il direttore generale, tabella C) ai sensi dell' art. 20 della legge 20 marzo 1975, n. 70 .

2. Il rapporto di lavoro del direttore generale sarà regolato con contratto a tempo determinato della durata massima di cinque anni, rinnovabile.

TITOLO IV

BILANCIO E PATRIMONIO

ARTICOLO 18

Esercizio finanziario e bilancio.

1. L' esercizio finanziario dell' Ente inizia il primo gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.

2. Il bilancio preventivo deve essere presentato alla Giunta regionale entro il 31 del mese di agosto dell'anno precedente all' esercizio cui si riferisce e il conto consuntivo entro il 15 aprile dell' anno successivo all' esercizio cui va riferito unitamente ad una relazione sull' attività svolta dall' Ente per essere trasmessi al Consiglio regionale, per l' approvazione e con il parere della Giunta regionale.

ARTICOLO 19

Patrimonio dell' Ente.

1. Il patrimonio dell' Ente regionale di sviluppo è costituito, oltre che dal fondo di dotazione di cui all' art. 13 del DPR 14 febbraio 1966, n. 253 , dai beni mobili ed immobili risultanti dall' inventario annesso al bilancio dell' Ente di sviluppo nell' Umbria.

ARTICOLO 20

Finanziamenti.

1. Alle spese per il funzionamento dell' attività dell'Ente si provvede:

a) con fondo di dotazione iniziale;

b) con finanziamenti ordinari e straordinari della Regione;

c) con i proventi riscossi per servizi ed attività prestate;

d) con i finanziamenti previsti per le attività e le varie iniziative istituzionali dalle leggi regionali, statali e comunitarie.

ARTICOLO 21

Rappresentanza e difesa.

1. Per la rappresentanza e difesa in giudizio l' Ente di sviluppo potrà avvalersi anche della Avvocatura dello Stato.

TITOLO V

DISPOSIZIONI FINALI

ARTICOLO 22

Norma transitoria

1. Il personale di ruolo in servizio presso l' Ente di sviluppo nell' Umbria alla data in vigore della presente legge viene inquadrato nei ruoli dell' Ente, fatte salve le posizioni economiche, giuridiche e di carriera già acquisite.

2. Il personale non di ruolo comunque in servizio presso l' Ente di sviluppo nell' Umbria alla data del 30 giugno 1976 può essere inquadrato nei ruoli dell'Ente, anche in soprannumero ad assorbimento, previo superamento di concorso interno riservato.


Note della redazione

(1)  - 

Abrogata dalla L.R. 20 febbraio 1984, n. 5, art. 24