Regione Umbria
LEGGE REGIONALE n. 65 del 5 Dicembre 1978
Norme per la esecuzione di opere di consolidamento abitati. Trasferimenti abitati e pronti interventi in caso di calamità pubbliche.
Pubblicazione: Bollettino Ufficiale n. 52 del 13/12/1978


ARTICOLO 1

Finalità .

1. La Regione dell' Umbria, in attuazione dei principi stabiliti dall' art. 17 dello Statuto, nel quadro di una politica di riassetto del territorio e di difesa del suolo, detta norme sul consolidamento e trasferimento di abitati colpiti o minacciati da movimenti franosi o dissesti idrogeologici e sul pronto intervento in caso di calamità pubbliche, assumendo a proprio carico le spese per i relativi interventi.

TITOLO I
Capo I

CONSOLIDAMENTO ABITATI.

ARTICOLO 2

1. Gli interventi disciplinati nel presente capo sono disposti per assicurare normali condizioni di stabilità agli abitati colpiti o minacciati da movimenti franosi o dissesti idrogeologici.

ARTICOLO 3

1. I Comuni formulano proposte di consolidamento di abitati, previa consultazione dei Consigli di circoscrizione interessati.

2. Le proposte sono trasmesse al Presidente della Giunta regionale corredate di un progetto di massima il quale comprende:

a) lo studio del fenomeno e del dissesto che interessa l' abitato e delle cause che lo hanno determinato, corredato di indagini geognostiche;

b) la delimitazione dell' area interessata comprensiva delle fasce di rispetto e l' indicazione delle prevedibili evoluzioni del fenomeno franoso;

c) l' indicazione delle tipologie, della consistenza e delle priorità degli interventi;

d) il preventivo di massima della spesa.

3. Le proposte devono essere inoltre corredate del parere della Comunità montana nel cui territorio è situato l' abitato interessato al consolidamento.

ARTICOLO 4

1. Il Consiglio regionale delibera sulle proposte dei Comuni, tenuto conto:

a) della produttività e dell' economicità degli interventi;

b) della esigenza di assicurare condizioni di sicurezza ed abitabilità atte a favorire la permanenza delle popolazioni negli abitati interessati;

c) della salvaguardia delle caratteristiche storico - urbanistiche degli abitati da consolidare.

2. Alle aree interessate dal consolidamento si applicano le disposizioni di cui alla legge 2 febbraio 1974, n. 64 .

3. Gli interventi per il consolidamento sono a totale carico della Regione.

ARTICOLO 5

1. Qualora si rendesse necessario apportare modifiche agli interventi di consolidamento già deliberati dal Consiglio regionale, si procede ai sensi degli artt. 3 e 4 della presente legge.

ARTICOLO 6

1. Il Consiglio regionale entro il 31 gennaio di ogni anno, sulla base degli abitati dichiarati da consolidare e tenuto conto dell' entità e urgenza del complesso delle spese e dei lavori previsti per i singoli abitati, delibera, su proposta della Giunta regionale, gli interventi di consolidamento da ammettere a finanziamento nei limiti degli stanziamenti disposti in bilancio regionale.

2. Gli interventi sono realizzati dai Comuni interessati per lotti organici, mediante progetti esecutivi predisposti ed approvati entro sei mesi dalla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del decreto di esternazione della delibera consiliare di cui al comma precedente.

3. Il parere di cui all' art. 1 della legge regionale 9 maggio 1977, n. 20 , è obbligatorio sui progetti esecutivi di cui al comma precedente.

4. L' approvazione del progetto esecutivo equivale a dichiarazione di pubblica utilità , urgenza e indifferibilità delle relative opere.

5. Qualora sia necessario procedere all' acquisizione di aree per la realizzazione delle opere di consolidamento, si applicano le disposizioni di cui alla legge 22 ottobre 1971, n. 865 , e successive modificazioni ed integrazioni.

ARTICOLO 7

1. Tutte le opere di consolidamento realizzate a norma del presente capo sono di proprietà dei Comuni interessati i quali devono provvedere alla relativa manutenzione.

ARTICOLO 8

1. L' assegnazione dei fondi ai singoli Comuni nei limiti dell' importo previsto nel piano di cui all' art. 6 è effettuato con decreto del Presidente della Giunta regionale; l' erogazione mediante successivi accreditamenti sulla base degli stati di avanzamento approvati dai Comuni.

2. Le anticipazioni alle imprese appaltatrici previste dagli articoli 12, sesto comma, del RD 18 novembre 1923, n. 2440 e successive modifiche e integrazioni e 14 della legge 3 gennaio 1978, n. 1 , sono concesse secondo le disposizioni di cui al decreto del Ministero del tesoro 25 novembre 1972.

3. L' autorizzazione a concedere le anticipazioni di cui al precedente comma è disposta per periodi determinati con decreto del Presidente della Regione su conforme delibera della Giunta regionale.


Capo II

TRASFERIMENTO ABITATI.

ARTICOLO 9

1. Gli interventi disciplinati nel presente capo sono disposti qualora non ricorrano le condizioni tecniche ed economiche per procedere al consolidamento.

ARTICOLO 10

1. I Comuni formulano proposte di trasferimento totale o parziale di abitati, previa consultazione dei Consigli di circoscrizione interessati.

2. Le proposte sono trasmesse al Presidente della Giunta regionale corredate di un progetto di massima il quale comprende, oltre ai contenuti propri del piano regolatore generale o del programma di fabbricazione:

a) lo studio del fenomeno franoso e del dissesto che interessa l' abitato, e delle cause che lo hanno determinato, corredato di indagini geognostiche;

b) la delimitazione dell' area delle zone da abbandonare, comprensiva di adeguate fasce di rispetto, e l' indicazione delle prevedibili evoluzioni del fenomeno franoso;

c) la indicazione della futura destinazione dell'area da abbandonare e delle eventuali opere e demolizioni da eseguire;

d) la delimitazione del territorio destinato ai nuovi insediamenti produttivi e abitativi, specificando gli indici planovolumetrici;

e) la specificazione delle infrastrutture generali e delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria;

f) le fasi di attuazione secondo piani annuali, indicanti le opere da effettuarsi nel corso dei singoli esercizi;

g) la indicazione nominativa, con elenchi separati, dei proprietari degli immobili da abbandonare a destinazione abitativa o produttiva nonchè dei capi famiglia abitanti nelle zone da abbandonare;

h) il preventivo di massima della spesa.

3. Le proposte devono essere inoltre corredate dal parere della Comunità montana nel cui territorio sono situati gli abitati da abbandonare e le zone di trasferimento.

4. La deliberazione, unitamente al progetto di massima, costituisce anche proposta di variante allo strumento urbanistico vigente.

5. Al relativo procedimento si applicano le norme di cui alla legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche ed integrazioni.

6. L' adozione della proposta non è soggetta a preventiva autorizzazione e comporta per i privati il divieto assoluto di edificare nelle aree da abbandonare.

ARTICOLO 11

1. Il Consiglio regionale delibera sulle proposte dei Comuni determinando gli abitati da abbandonare e le zone di trasferimento totale o parziale, tenuto conto in particolare:

a) della produttività e della economicità degli interventi;

b) dell' esigenza di assicurare accettabili condizioni di abitabilità atte a favorire la permanenza delle popolazioni nei comuni interessati.

2. La delibera del Consiglio regionale costituisce anche approvazione della variante allo strumento urbanistico vigente.

ARTICOLO 12

1. Sono a totale carico della Regione, nei limiti degli stanziamenti previsti in bilancio, le spese relative alla:

1) acquisizione delle aree necessarie alla esecuzione di tutte le opere pubbliche e private nelle zone di trasferimento;

2) esecuzione dei lavori di demolizione di edifici e manufatti nelle zone da abbandonare e delle opere necessarie per la sistemazione delle zone medesime;

3) esecuzione delle opere pubbliche previste nel progetto di massima.

2. Gli interventi sono realizzati dai Comuni mediante progetti esecutivi predisposti ed approvati entro sei mesi dalla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del decreto di esternazione della delibera consiliare.

3. L' approvazione del progetto esecutivo equivale a dichiarazione di pubblica utilità , indifferibilità e urgenza delle relative opere.

ARTICOLO 13

1. Qualora si rendesse necessario apportare modifiche al programma degli interventi necessari al trasferimento già deliberato dal Consiglio regionale, si procede ai sensi degli artt. 11 e 12.

ARTICOLO 14

1. Il Consiglio regionale entro il 31 gennaio di ogni anno, in base agli abitati dichiarati da trasferire, tenuto conto dell' urgenza del complesso delle opere e dei lavori previsti per realizzare il trasferimento, delibera, su proposta della Giunta regionale, gli interventi di cui al presente capo da ammettere a finanziamento nei limiti degli stanziamenti disposti in bilancio regionale.

ARTICOLO 15

1. Tutte le opere realizzate nelle zone di trasferimento a norma del presente capo sono di proprietà dei Comuni interessati i quali debbono provvedere alla relativa manutenzione.

2. Le aree della zona da abbandonare comprensive di quelle di rispetto sono acquisite al patrimonio dei Comuni mediante espropriazione ai sensi della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive modificazioni e integrazioni.


Capo III

INTERVENTI FINANZIARI REGIONALI PER LA REALIZZAZIONE DI OPERE A FAVORE DI PRIVATI NELLE ZONE DI TRASFERIMENTO.

ARTICOLO 16

1. Ai proprietari degli immobili interessati al trasferimento ed ai capi famiglia non proprietari abitanti nelle zone abbandonate, ricompresi negli elenchi di cui alla lettera g), dell' art. 10 sono concessi i seguenti benefici:

a) cessione gratuita del terreno necessario per la costruzione dell' immobile e per le relative pertinenze;

b) contributi in conto capitale pari al 50 per cento della spesa riconosciuta ammissibile.

2. I benefici sono disposti per la realizzazione di costruzioni destinate ad abitazioni o ad attività produttive nelle zone di trasferimento, con le modalità e i limiti di cui ai successivi articoli.

ARTICOLO 17

1. La concessione di contributi in conto capitale per la costruzione di abitazioni è effettuata sulla base della spesa necessaria per la costruzione di unità immobiliari sufficienti ai bisogni dei singoli nuclei familiari.

2. Le unità immobiliari di cui al precedente comma sono quelle composte di un numero di vani utili, oltre agli accessori, pari al numero dei componenti il nucleo familiare all' atto della domanda, con un minimo di due vani ed un massimo di quattro vani utili oltre gli accessori.

3. Per la ricognizione della qualità di componente il nucleo familiare, si osservano le disposizioni di cui al terzo comma dell' art. 2 del DPR 30 dicembre 1972, n. 1035 , prescindendosi dall' eventuale periodo di convivenza e dalla situazione di dipendenza economica al capo famiglia.

ARTICOLO 18

1. Le superfici massime nette consentite per la costruzione degli alloggi di cui al precedente articolo sono le seguenti:

1) per gli alloggi di 2 vani ed accessori mq 65;

2) per gli alloggi di 3 vani ed accessori mq 80;

3) per gli alloggi di 4 vani ed accessori mq 95.

2. Sono esclusi dai limiti di cui sopra le superfici relative alla cantina, ai balconi, alle terrazze, ad un locale destinato a rimessa di autoveicoli della superficie massima di mq 14, nonchè quelle relative all'eventuale vano scala, nei casi di costruzioni realizzate in condominio.

3. Per le caratteristiche costruttive generali delle opere e delle rifiniture si fa riferimento ai capitolati di appalto per gli interventi di edilizia sovvenzionata dell' Istituto autonomo case popolari della provincia.

ARTICOLO 19

1. Il Consiglio regionale, con proprio atto deliberativo, stabilisce annualmente il costo massimo per metro quadrato delle costruzioni, nonchè il limite massimo di spesa ammissibile a contributo delle singole unità tipo indicate nel precedente articolo.

2. La spesa ammissibile a contributo viene determinata sulla base del costo della costruzione risultante dal progetto approvato dai competenti organi e del relativo computo metrico e stima, nei limiti di cui al precedente comma.

3. La perizia deve essere vistata dal responsabile dell'ufficio tecnico del Comune, con l' attestazione della sua conformità al progetto e con la determinazione della spesa ammissibile a contributo.

ARTICOLO 20

1. Per la costruzione di locali adibiti ad attività produttive, la concessione dei contributi è effettuata in base alla consistenza ed al valore dell' immobile abbandonato o da abbandonare a favore dei soggetti proprietari ricompresi nell' elenco di cui alla lett. g) dell' art. 10.

2. La determinazione del valore deve risultare da apposita perizia, redatta applicando i prezzi unitari dei manufatti, periodicamente fissati dalla Giunta regionale con riferimento all' epoca della esecuzione dei lavori.

3. La perizia di cui al precedente comma deve essere vistata dal responsabile dell' ufficio tecnico comunale, con l' attestazione della sua corrispondenza all' effettiva consistenza dell' immobile e con la determinazione della spesa ammissibile a contributo.

ARTICOLO 21

1. In relazione alle esigenze di assetto urbanistico territoriale della zona di trasferimento, il Comune, in sede di approvazione del relativo piano, può prevedere che la realizzazione totale o parziale degli interventi venga effettuata mediante l' assegnazione di unità immobiliari per uso abitativo o produttivo ai sensi della vigente legislazione in materia di edilizia economica e popolare, in quanto applicabile.

2. Le assegnazioni sono riservate ai soggetti ricompresi negli elenchi di cui alla lett. g) dell' art. 10.

3. Gli interventi di cui sopra sono realizzati mediante convenzione tra i Comuni e gli Istituti autonomi delle case popolari o loro consorzi. La convenzione è approvata dal Consiglio regionale unitamente agli interventi di cui all' art. 14.

ARTICOLO 22

1. I proprietari ed i capi famiglia che intendono usufruire dei benefici di cui al presente capo, dovranno produrre apposita istanza ai competenti Comuni, entro sei mesi decorrenti dall' ultimo giorno di pubblicazione nell' Albo pretorio comunale del progetto di massima di cui all' art. 10 della presente legge.

2. Nella domanda gli interessati devono dichiarare, sotto la propria personale responsabilità , di essere in possesso dei requisiti necessari alla concessione del beneficio.

3. Alla domanda devono essere allegati il titolo di proprietà dell' immobile da abbandonare e/ o l' attestazione del Comune, comprovante la composizione del nucleo familiare.

4. Coloro i quali sono stati ammessi ai benefici di cui al presente capo, entro sei mesi dalla relativa comunicazione devono produrre gli elaborati tecnici di cui ai precedenti articoli 19 e 20, corredati dalla necessaria documentazione.

ARTICOLO 23

1. Agli alloggi ed ai locali adibiti ad attività produttive, costruiti con i benefici di cui agli articoli 17 e 20 è imposto il vincolo di inalienabilità per la durata di dieci anni.

TITOLO II
Capo I

INTERVENTI IN CASO DI CALAMITA' PUBBLICHE.

ARTICOLO 24

1. Gli interventi di cui al presente titolo consistono in lavori urgenti e inderogabili, dipendenti da calamità pubbliche, salva l' ipotesi di cui all' art. 88, punto 9 del DPR 24 luglio 1977, n. 616 .

2. Gli interventi predetti sono diretti a ripristinare adeguate condizioni di normalità venute a mancare a seguito di sconvolgimenti provocati da eventi calamitosi ed anche a sanare situazioni di pericolo incombente per la pubblica incolumità in relazione al prevedibile verificarsi degli eventi stessi.

3. Essi riguardano in particolare:

1) ripristino del transito sulle strade di competenza regionale;

2) ripristino di acquedotti e fognature appartenenti a Comuni o loro consorzi ed interventi di somma urgenza diretti ad eliminare situazioni di pericolo per la salute pubblica;

3) ripristino della funzionalità delle opere idrauliche di competenza regionale indispensabili alla salvaguardia della pubblica incolumità ;

4) ripristino improcrastinabile di altre opere pubbliche di interesse regionale, nonchè puntellamenti, demolizioni, sgomberi ed altri interventi provvisionali o definitivi a tutela della incolumità pubblica.

ARTICOLO 25

1. La necessità di lavori di pronto intervento, rilevata dall' Ente locale interessato, è segnalata con la massima tempestività alla Regione.

2. La Regione interviene direttamente ovvero autorizza l' Ente locale a intervenire previa, in ogni caso, la redazione di apposito verbale di somma urgenza redatto dal tecnico incaricato.

3. L' autorizzazione è concessa anche telegraficamente dal Presidente della Giunta regionale.

4. I lavori sono affidati in via d' urgenza a trattativa privata a imprese ritenute idonee.

5. Entro il termine di dieci giorni dall' inizio dei lavori deve comunque essere predisposto il progetto dell' intervento da inviare alla Regione.

6. I lavori di cui al presente titolo sono a carico del bilancio regionale.

7. Alle espropriazioni occorrenti per l' attuazione di tutti gli interventi di cui al presente articolo, si applicano le disposizioni di cui alla legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive modificazioni e integrazioni.

ARTICOLO 26

1. Con la legge di approvazione del bilancio annuale saranno stabiliti gli stanziamenti di cui al presente titolo nonchè i relativi mezzi di copertura.

TITOLO III

NORME FINALI E TRANSITORIE.

ARTICOLO 27

1. Qualora le opere debbano essere effettuate in zone sismiche riconosciute tali agli effetti di legge, devono essere osservate le disposizioni di cui alla legge 2 febbraio 1974, n. 64 e dei decreti del Ministero dei lavori pubblici in data 3 marzo 1975, relativi alla approvazione ed alla applicazione delle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche.

ARTICOLO 28

1. Qualora gli Enti interessati non procedano al compimento degli atti dovuti ai sensi della presente legge, la Giunta regionale, previa diffida ed assegnazione di congruo termine, si sostituisce ad essi anche a mezzo di un commissario ad acta.

ARTICOLO 29

1. Tutte le opere eseguite a norma della presente legge sono soggette a collaudo o a certificazione del direttore dei lavori sulla base della vigente legislazione in materia.

2. La nomina del collaudatore per le opere effettuate dai privati con contributo pubblico è di competenza dei Comuni.

ARTICOLO 30

1. Ai sensi dell' art. 9 lett. g), della legge 28 gennaio 1977, n. 10 , la concessione edilizia è gratuita per tutte le opere ed i lavori necessari per gli interventi di cui alla presente legge.

ARTICOLO 31

1. Alla esecuzione dei lavori relativi ad abitati già dichiarati da consolidare alla data di entrata in vigore della presente legge, provvedono i Comuni ai sensi degli artt. 6, 7 e 8.

2. Al trasferimento degli abitati già dichiarati da trasferire alla data di entrata in vigore della presente legge, si procede ai sensi degli articoli 14 e seguenti, in quanto applicabili.