Atto abrogato

Regione Umbria
LEGGE REGIONALE n. 48 del 31 Luglio 1981 (1)
Norme per il funzionamento del Comitato regionale di controllo.
Pubblicazione: Bollettino Ufficiale n. 42 del 03/08/1981


TITOLO I

STRUTTURA E COSTITUZIONE DELL' ORGANO DI CONTROLLO

ARTICOLO 1

Disposizioni generali

1. Il controllo della Regione Umbria sugli atti delle Province, dei Comuni, degli altri Enti locali compresi nel territorio regionale è esercitato, in attuazione dell' art. 130 della Costituzione e dell' art. 72 dello Statuto, dal Comitato regionale di controllo secondo le norme contenute nella presente legge e nelle leggi statali.

ARTICOLO 2

Struttura dell' organo di controllo.

1. Il Comitato di controllo è un organo della Regione che si compone nelle forme e nei modi previsti dalle leggi dello Stato e si organizza in Sezioni decentrate.

ARTICOLO 3

Competenze del Comitato e delle Sezioni.

1. Il Comitato regionale ha sede nel capoluogo della regione ed esercita il controllo sugli atti:

a) delle Province;

b) dei Consorzi ai quali partecipano le Province;

c) degli altri Enti locali a livello provinciale;

d) delle Unità sanitarie locali della Regione.

2. Le Sezioni decentrate con sede nei capoluoghi di provincia esercitano nell' ambito delle rispettive province il controllo sugli atti:

a) dei Comuni;

b) dei Consorzi tra Comuni;

c) delle Comunità montane;

d) delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza;

e) delle Università agrarie;

f) degli altri Enti locali a livello sub - provinciale.

ARTICOLO 4

Costituzione e durata in carica.

1. Il Comitato regionale di controllo è costituito entro 60 giorni dalla prima seduta del Consiglio regionale. Resta in carica per tutta la durata del Consiglio stesso ed esercita le sue funzioni fino all' insediamento del nuovo Comitato.

2. Il Comitato regionale, per il controllo sugli atti delle Unità sanitarie locali, è integrato da un esperto in materia sanitaria e da un suo sostituto eletti dal Consiglio regionale.

3. La Costituzione del Comitato avviene, previa deliberazione della Giunta regionale, con decreto del Presidente della Giunta stessa che nomina i membri effettivi e i membri supplenti. Al fine di una tempestiva costituzione dell' organo, il Consiglio regionale è tenuto a designare i membri elettivi entro 30 giorni dalla sua prima seduta.

4. Il Presidente della Regione provvede all' insediamento del Comitato e delle sue Sezioni convocandone i membri entro 30 giorni dal decreto di nomina.

ARTICOLO 5

I componenti elettivi

1. Nella designazione dei membri elettivi il Consiglio regionale è tenuto ad osservare le garanzie e gli adempimenti previsti dalla normativa regionale vigente. In particolare i proponenti debbono indicare i titoli comprovanti la qualità di esperti dei candidati.

ARTICOLO 6

Decadenza dei componenti

1. I componenti elettivi dell' organo di controllo decadono qualora sopravvengano cause di ineleggibilità o di incompatibilità previsti da norme di legge dello Stato. Decadono, altresì , qualora non intervengano a 5 sedute consecutive e non adducano motivo ritenuto giustificato dal Comitato stesso.

2. La decadenza è dichiarata dal Consiglio regionale previa contestazione da parte del Presidente della Giunta regionale che assegna all' interessato un termine di 10 giorni per eventuali osservazioni.

3. Nel caso di incompatibilità su invito del Presidente della Giunta, l' interessato deve optare tra la carica di membro dell' organo di controllo e quella che ha dato luogo all' incompatibilità. Se entro 10 giorni dalla ricezione dell' invito l' opzione non è comunicata al Presidente della Giunta, il Consiglio regionale dichiara la decadenza.

4. Qualora sussistano o sopravvengono cause di decadenza nei confronti dei membri non elettivi dell' organo di controllo, il Presidente della Giunta regionale ne dà comunicazione al Commissario di Governo o al presidente del Tribunale amministrativo regionale o al presidente della Provincia affinchè adottino i provvedimenti di rispettiva competenza.

ARTICOLO 7

Dimissioni dei componenti

1. Le dimissioni di uno qualsiasi tra i componenti dell' organo di controllo sono presentate al presidente del Comitato o della Sezione di appartenenza, il quale ne dà comunicazione al collegio, per la presa d' atto, nella prima seduta successiva e provvede affinchè subentri, fino al momento della sostituzione definitiva, il corrispondente membro supplente. Per quanto riguarda i componenti elettivi, la sostituzione è effettuata secondo quanto previsto dal secondo comma del successivo art. 12.

ARTICOLO 8

Sostituzione dei Componenti.

1. Qualora nel Comitato o nelle Sezioni si verifichino vacanze per decadenza, dimissioni, morte o impedimento permanente, il presidente ne dà immediata comunicazione al Presidente della Giunta regionale, il quale ne promuove la sostituzione entro 15 giorni dalla ricezione della comunicazione.

2. In ogni caso, i componenti del Comitato o delle Sezioni sono sostituiti in via definitiva nelle forme e nei modi previsti per la loro rispettiva nomina.

TITOLO II

ORDINAMENTO INTERNO DELL' ORGANO DI CONTROLLO

ARTICOLO 9

Elezione del presidente e del vice presidente.

1. Il presidente del Comitato e delle Sezioni sono eletti dai rispettivi Collegi nell' adunanza d' insediamento, prima che si deliberi su qualsiasi altro oggetto. Fino al momento della elezione, la seduta è presieduta dal componente eletto dal Consiglio regionale più anziano di età.

2. Il presidente è scelto fra i componenti effettivi eletti dal Consiglio regionale e l' elezione avviene mediante votazione a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta dei componenti. Se nelle prime due votazioni nessuno raggiunge tale maggioranza, risulta eletto colui che nella terza votazione abbia ottenuto il maggior numero dei suffragi. Qualora più candidati riportino ugual numero di voti, risulta eletto quello più anziano di età.

3. Le stesse regole e le stesse modalità valgono per l' elezione del vice presidente, che deve avvenire con distinta votazione.

ARTICOLO 10

Supplenza del presidente.

1. In caso di assenza o di impedimento, le funzioni del presidente sono esercitate dal vice presidente o, in assenza di quest' ultimo, dall' altro componente effettivo eletto dal Consiglio regionale; in caso di assenza o impedimento di tutti i membri elettivi effettivi, dal componente elettivo supplente più anziano di età.

ARTICOLO 11

Poteri del presidente.

1. I presidenti del Comitato e delle Sezioni rappresentano i rispettivi Collegi, ne dispongono la convocazione e ne dirigono i lavori, formulando l' ordine del giorno, sottoscrivono i verbali delle sedute e ogni decisione del Collegio, curano l' esecuzione delle decisioni adottate dallo stesso ed esercitano ogni altra funzione necessaria ad assicurare l' ordinato ed efficiente svolgimento dei lavori dell' organo di controllo.

2. I presidenti, inoltre, mantengono i rapporti con gli organi della Regione e vigilano sul funzionamento degli uffici e sulla corretta esecuzione delle disposizioni da essi impartite.

ARTICOLO 12

Convocazione delle sedute.

1. Il Comitato e le Sezioni stabiliscono il calendario delle sedute ordinarie, che dovranno aver luogo almeno due volte la settimana, in giorni e ore prestabilite, coincidenti con gli orari degli uffici regionali. Il calendario è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione.

2. Alle sedute sono convocati anche i componenti supplenti, i quali partecipano alle discussioni senza diritto di voto, salvo il caso in cui vengano a sostituire i rispettivi componenti effettivi. Nella sostituzione viene osservato il criterio dell' alternanza.

3. L' ordine del giorno degli argomenti da trattare nelle adunanze ordinarie è reso noto attraverso il deposito in segreteria, l' affissione nell' albo dell' ufficio e la trasmissione tempestiva al Consiglio regionale per la pubblicazione nell' albo del medesimo, almeno 48 ore prima della adunanza stessa. In casi di particolare urgenza possono essere trattati argomenti non iscritti all' ordine del giorno, sempre che la decisione sia presa con il consenso unanime dei membri aventi diritto di voto.

4. Quando ne ravvisi la necessità , o su richiesta di almeno tre componenti effettivi, il presidente ha facoltà di convocare in seduta straordinaria il Collegio, dandone avviso, anche telegrafico, ai singoli componenti, almeno 24 ore prima dell' adunanza e nello stesso tempo comunicando loro l' ordine del giorno.

5. Anche in questi casi l' ordine del giorno deve essere depositato in segreteria, affisso all' albo dell' ufficio e trasmesso tempestivamente al Consiglio regionale per la pubblicazione nell' albo medesimo.

ARTICOLO 13

Svolgimento delle sedute.

1. Per la validità delle adunanze è richiesta la presenza di almeno 4 membri aventi diritto al voto deliberativo.

2. Le decisioni sono adottate a maggioranza dei presenti. In caso di parità , prevale il voto del presidente. Le decisioni sono sottoscritte dal presidente e dal segretario. Le sedute del Comitato e delle Sezioni sono pubbliche. La pubblicità delle sedute è esclusa quando si tratti di atti assunti in seduta segreta.

ARTICOLO 14

Attività istruttoria e relazioni.

1. Il Comitato e le Sezioni svolgono le loro funzioni collegialmente.

2. I membri del Comitato e delle Sezioni in fase istruttoria si avvalgono della collaborazione del segretario o di altro funzionario dell' ufficio di segreteria.

3. Gli atti sono ripartiti tra i singoli membri dal presidente sulla base di criteri determinati dal Collegio in modo da assicurare un' equa ripartizione del lavoro, un adeguato approfondimento dell' istruttoria e la maggiore tempestività del controllo. Entro il termine fissato dal presidente, per ognuna di esse, il membro cui sia affidata la pratica riferisce al Collegio formulando le proprie proposte.

ARTICOLO 15

Seduta plenaria.

1. Al fine di assicurare il coordinamento e di favorire l' unità di indirizzo dell' attività di controllo, il presidente del Comitato regionale di controllo, sentiti i presidenti delle Sezioni decentrate, convoca, almeno due volte all' anno, l' adunanza plenaria dei membri effettivi e supplenti del Comitato e delle Sezioni. La seduta congiunta è presieduta dal presidente del Comitato di controllo.

2. L' adunanza plenaria esamina i criteri di interpretazione delle norme che abbiano dato luogo a discordanti applicazioni e formula le osservazioni sulla attività di controllo in ordine ai rilievi sollevati da membri del Comitato e delle Sezioni, da enti locali, da associazioni e da cittadini.

3. La convocazione dell' adunanza plenaria con l' indicazione dei punti all' ordine del giorno è inviata al Presidente della Giunta regionale e ai presidenti delle commissioni consiliari, i quali ne danno notizia ai propri commissari.

4. Alla predetta adunanza possono intervenire, oltre al Presidente della Giunta, i consiglieri regionali.

ARTICOLO 16

Verbale di seduta.

1. Il verbale delle sedute deve indicare i nomi dei componenti presenti e contenere una indicazione delle questioni trattate, delle proposte del relatore e delle decisioni adottate.

2. Ogni componente del Collegio ha diritto di far inserire nel verbale le motivazioni del proprio voto, siano esse concordanti o dissenzienti con la decisione collegiale, nonchè ogni altra dichiarazione che egli ritenga rilevante ai fini della decisione stessa.

3. I verbali delle sedute sono redatti dal segretario del Collegio e, nel caso di adunanza plenaria, dal segretario del Comitato di controllo. Sono approvati all' inizio della seduta immediatamente successiva e sottoscritti dal presidente e dal segretario del Collegio.

4. I verbali sono depositati presso la segreteria dell'organo di controllo e tutti i cittadini hanno diritto di prenderne visione o di ottenerne copia a proprie spese.

ARTICOLO 17

Segretario verbalizzante.

1. Il Presidente della Giunta regionale, in conformità alla normativa regionale sullo stato giuridico e l' ordinamento degli uffici, nomina con proprio decreto i funzionari regionali che esercitano le funzioni di segretario del Comitato e di ciascuna delle Sezioni decentrate, nonchè i loro sostituti per i casi di assenza o di impedimento.

ARTICOLO 18

Incompatibilità del personale

1. I dipendenti regionali componenti degli organi degli Enti di cui all' art. 3 non possono essere assegnati al Comitato o alla Sezione competente per il controllo degli atti degli Enti stessi.

TITOLO III

LE FUNZIONI DI CONTROLLO

ARTICOLO 19

Atti soggetti al controllo di legittimità

1. Il controllo di legittimità si svolge nelle ipotesi previste dalle leggi nazionali ed ha ad oggetto le deliberazioni di carattere amministrativo emanate dagli enti locali indicati nell' art. 3, ancorchè in materie ad essi delegate dalla Regione o in materie subdelegate.

2. Sono esclusi dal controllo gli atti meramente confermativi o ripetitivi o esecutivi di provvedimenti già adottati e perfezionati ai sensi di legge, e, in genere, le deliberazioni prive di carattere dispositivo.

3. Degli atti non sottoponibili al controllo deve essere data notizia all' organo di controllo competente mediante la trasmissione di un elenco contenente l' indicazione degli atti stessi e un riferimento al loro contenuto, nonchè al provvedimento di cui costituiscono esecuzione, o ripetizione o conferma.

4. Ai fini dell' accertamento della natura di questi ultimi atti, l' organo di controllo può chiedere copia integrale dei verbali delle deliberazioni nel termine di venti giorni dal ricevimento dell' elenco.

5. La richiesta dà luogo alla interruzione dei termini di cui all' art. 23, secondo comma.

ARTICOLO 20

Atti soggetti al controllo di merito.

1. Al controllo di merito sono soggette le delibere delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali indicate dalle leggi nazionali vigenti e in particolare:

a) i bilanci preventivi e le loro variazioni;

b) gli storni di fondi da una sezione all' altra del bilancio;

c) gli atti vincolanti i bilanci per più anni;

d) i regolamenti degli enti soggetti a controllo;

e) i mutui e i prestiti.

ARTICOLO 21

Trasmissione degli atti.

1. Gli atti e i relativi processi verbali soggetti al controllo devono essere trasmessi in duplice copia autentica, e unitamente a un elenco descrittivo, agli uffici del Comitato o della Sezione competente, che ne rilasciano immediata ricevuta.

ARTICOLO 22

Regolarizzazione e integrazione degli atti

1. Quando l' atto trasmesso per il controllo presenti irregolarità palesemente formali o contenga errori materiali, il presidente dell' organo di controllo, su proposta del relatore o del segretario può invitare l' ente interessato a regolarizzare l' atto in tempo utile per l' esercizio del controllo.

2. In ogni caso resta salvo il potere del Collegio di richiedere, con provvedimento formale, ai sensi degli artt. 59 e 60 della legge 10 febbraio 1953, n. 62 e nei modi previsti dai successivi artt. 23 e 24, l' ulteriore istruzione della pratica, qualora non la ritenga ancora sufficientemente istruita o quando l' ente interessato non abbia tempestivamente provveduto alle richieste previste nel comma precedente.

ARTICOLO 23

Esercizio del controllo di legittimità

1. Ove si riscontri un vizio di legittimità nell' atto soggetto a controllo, l' annullamento, totale o parziale, deve essere pronunciato nel termine di venti giorni dal ricevimento dell' atto stesso, trascorso il quale inutilmente, il provvedimento diventa esecutivo.

2. Prima della scadenza del suddetto termine, e al di fuori dei casi di palese illegittimità , l' organo di controllo può richiedere all' ente deliberante chiarimenti o elementi integrativi di giudizio. In tale caso il termine per l' annullamento è sospeso e decorre nuovamente dalla data in cui l' organo di controllo riceve gli elementi richiesti.

3. La facoltà di cui al comma precedente può essere esercitata una sola volta per la stessa deliberazione.

4. Il controllo di legittimità può essere successivo quando le deliberazioni siano dichiarate immediatamente eseguibili con voto espresso dalla maggioranza dei componenti l' organo deliberante. In tal caso, salvi i termini per l' annullamento di cui ai commi precedenti, le deliberazioni devono essere trasmesse all' organo di controllo entro otto giorni dall' adozione.

ARTICOLO 24

Esercizio del controllo di merito

1. Il controllo di merito è esercitato esclusivamente ai fini di una richiesta motivata di riesame.

2. Nell' esercizio del controllo di merito il Comitato regionale e le sezioni decentrate si ispirano a criteri rispondenti all' interesse pubblico, agli obiettivi fissati negli atti di programmazione nazionale e regionale, nonchè alle direttive e criteri di massima determinati, in conformità delle vigenti disposizioni di legge, dal Consiglio regionale.

3. Il controllo deve essere espletato entro venti giorni dal ricevimento dell' atto; per le deliberazioni di approvazione di bilancio il termine è di quaranta giorni, salvo termini diversi stabiliti con legge. L' atto diventa esecutivo ove i termini trascorrano senza che sia stata formulata richiesta di riesame.

4. Quando invece, in presenza di fondati dubbi nell'opportunità della deliberazione, siano richiesti chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, i termini vengono sospesi, per una sola volta, e decorrono nuovamente dal ricevimento di quanto richiesto.

5. Nel caso di richiesta di riesame, ove l' Ente, a maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio comunale o provinciale oppure, per gli altri Enti locali, del competente organo deliberativo, confermi l' atto senza modifiche o accolga integralmente o parzialmente, i rilievi formulati dall' organo di controllo, l' ulteriore esame del Comitato o delle Sezioni è limitato al riscontro di eventuali vizi di legittimità.

ARTICOLO 25

Controllo sostitutivo

1. Qualora un Ente locale ometta o ritardi un atto obbligatorio, l' organo di controllo invita l' Ente interessato a compierlo entro un congruo termine.

2. Ove tale termine trascorra inutilmente, l' organo di controllo, sentito il legale rappresentante dell' Ente interessato nei modi previsti dal successivo articolo, nomina un commissario prescelto tra i propri membri o i funzionari della Regione per l' adozione dell' atto.

3. In ogni caso è fatto salvo il potere dell' organo di controllo di accertare la sussistenza dei presupposti per l' esercizio del controllo sostitutivo.

ARTICOLO 26

Udienze ed amministratori locali.

1. L' organo di controllo ha facoltà , anche a richiesta, di convocare i rappresentanti degli Enti interessati, perchè forniscano chiarimenti e osservazioni sull' atto sottoposto a controllo.

2. Qualora vi sia richiesta dell' Ente o di componenti dell' organo deliberante, quest' ultima deve essere trasmessa, in forma scritta, all' organo di controllo competente.

3. In ogni caso, gli amministratori possono farsi assistere da propri consulenti.

4. Delle udienze previste nel presente articolo deve farsi menzione nel verbale di seduta.

ARTICOLO 27

Provvedimenti dell' organo di controllo.

1. L' annullamento di un atto per vizi di legittimità è pronunciato con ordinanza adeguatamente motivata, contenente specifici riferimenti ai motivi di illegittimità.

2. La richiesta di riesame per rilievi di merito è formulata con ordinanza congruamente motivata.

3. La richiesta di chiarimenti e di elementi integrativi di giudizio è formulata con ordinanza succintamente motivata.

4. Ove l' organo di controllo non adotti nessuna delle decisioni indicate nei commi precedenti e riconosca la legittimità della deliberazione sottoposta al suo esame, si dà atto a verbale che il controllo è stato effettuato senza rilievi.

5. Non possono essere adottati provvedimenti condizionati o modificativi degli atti sottoposti a controllo.

6. I provvedimenti finali dell' organo di controllo sono definitivi.

ARTICOLO 28

Comunicazione e pubblicazione delle decisioni

1. Il dispositivo delle decisioni dell' organo di controllo che annullano o rinviano per il riesame, oppure richiedono chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, deve essere comunicato anche a mezzo di telegramma o fonogramma all' Ente interessato tempestivamente, tenuto conto della scadenza dei termini previsti dalla legge.

2. Copia integrale dell' ordinanza deve essere comunicata all' Ente interessato e al Presidente della Giunta regionale entro 15 giorni dalla adozione del provvedimento.

3. Le decisioni di cui al primo comma sono pubblicate nel Bollettino Ufficiale della Regione; sono pubblicate integralmente, su segnalazione del presidente del Comitato o delle Sezioni, le decisioni che rivestono una particolare importanza in ragione del loro rilievo dottrinale e pratico.

TITOLO IV

LE GARANZIE DELLE FUNZIONI DI CONTROLLO

ARTICOLO 29

Dovere di assentarsi

1. I componenti del Comitato o delle Sezioni debbono assentarsi durante la trattazione e la decisione di argomenti rispetto ai quali sussiste un interesse proprio, di parenti o di affini entro il quarto grado, oppure di imprese o di enti con i quali abbiano rapporti di amministrazione, di vigilanza, di consulenza o di prestazione d' opera.

ARTICOLO 30

Relazione annuale

1. I presidenti del Comitato e delle Sezioni trasmettono al Consiglio e alla Giunta regionale, entro il 15 gennaio di ogni anno, una relazione sull' attività svolta durante l' anno.

2. La relazione deve essere approvata, prima dell' invio agli organi regionali, dal rispettivo Collegio di provenienza e deve indicare le osservazioni o contenere in allegato le relazioni eventualmente presentate da membri dissenzienti.

3. Nella relazione devono essere indicati:

a) i dati statistici relativi alle attività svolte;

b) le valutazioni in merito all' attività di controllo e alla normativa vigente in materia;

c) le eventuali osservazioni e proposte intese a migliorare l' attività di controllo.

4. La relazione è sottoposta, previo parere delle commissioni consiliari competenti, all' esame del Consiglio regionale che, nell' ambito delle proprie competenze statutarie, emana direttive al fine di superare difficoltà riscontrate nell' attività degli Enti locali e nell' esercizio del controllo.

ARTICOLO 31

Rapporti con gli organi regionali

1. Il Presidente del Consiglio e della Giunta regionale possono promuovere riunioni congiunte con il Comitato di controllo e le sue Sezioni per favorire tutte le iniziative atte a garantire il migliore esercizio delle rispettive competenze.

ARTICOLO 32

Diritti dei consiglieri regionali

1. I consiglieri regionali hanno, nei confronti del Comitato e delle Sezioni, il diritto di ottenere tutte le informazioni utili all' esercizio delle loro funzioni, secondo i principi stabiliti dall' art. 28 dello Statuto.

ARTICOLO 33

Rappresentanza in giudizio

1. La rappresentanza in giudizio della Regione nelle controversie e nei ricorsi aventi per oggetto provvedimenti dell' organo di controllo spetta al Presidente della Giunta regionale.

2. Il presidente del Comitato o della Sezione in questione trasmette al Presidente della Giunta gli atti relativi al provvedimento impugnato.

TITOLO V

DISPOSIZIONI FINALI

ARTICOLO 34

Indennità e compensi

1. Ai presidenti del Comitato di controllo e delle Sezioni è corrisposta un' indennità di presenza di lire 32.000; a tutti gli altri componenti che partecipano alle sedute è corrisposta un' indennità di presenza di lire 25.000.

2. Per ogni giornata di seduta è corrisposto ai componenti del Comitato e delle Sezioni, per le spese relative ai trasporti tra la loro residenza e la sede regionale, un rimborso pari a un quinto del costo di un litro di benzina super vigente nel tempo per ogni chilometro di percorrenza.

3. Agli effetti di cui al comma precedente la residenza si intende acquisita in un comune della regione per i componenti del Comitato e delle rispettive province per i componenti delle Sezioni.

4. Ai componenti del Comitato e delle Sezioni decentrate che, per ragioni del loro mandato, si recano fuori sede, spetta il trattamento di missione previsto dalla legge regionale 15 giugno 1979, n. 28 , per i dipendenti regionali di più alto livello funzionale retributivo.

5. Le missioni che non rientrano nelle ipotesi di cui al comma precedente sono effettuate previa autorizzazione della Giunta regionale.

ARTICOLO 35

Disposizioni finanziarie

1. All' onere per l' attuazione della presente legge si fa fronte, per l' anno 1981, con gli stanziamenti appositamente iscritti nel relativo bilancio di previsione ai capitoli 250 e 260.

2. Per gli anni 1982 e 1983 la copertura finanziaria della spesa è assicurata con la previsione del bilancio pluriennale 1981- 1983, iscritta al I settore, I programma, progetto c).

3. L' importo annuale da stanziare nei capitoli predetti sarà determinato con legge di bilancio a norma dell' art. 5, secondo comma, della legge regionale di contabilità 3 maggio 1978, n. 23.

ARTICOLO 36

Abrogazione delle precedenti disposizioni

1. La disciplina di cui alla presente legge sostituisce quella di cui al regolamento regionale del 28 febbraio 1972, n. 1 e successive modificazioni


Note della redazione

(1)  - 

Abrogata dalla L.R. 30 marzo 1992, n. 7, art. 33