Atto abrogato

Regione Umbria
LEGGE REGIONALE 24 Agosto 1981 n. 62 (1)
Regolamento interno del Consiglio regionale.
Pubblicazione: Bollettino Ufficiale n. 47 del 26/08/1981


UFFICIO DI PRESIDENZA - COSTITUZIONE ED ATTRIBUZIONI

ARTICOLO 1

Elezione dell' Ufficio di presidenza.

1. Il Consiglio regionale procede alla elezione dell'Ufficio di presidenza a norma dell' art. 34 dello statuto.

2. Al rinnovo dell' Ufficio di presidenza si provvede entro i trenta giorni precedenti la sua scadenza.

3. In caso di cessazione dalla carica di un vice presidente o di un segretario si procede alla rielezione rispettivamente dei due vice presidenti e dei due segretari con le stesse modalità previste dall' art. 34 dello Statuto.

ARTICOLO 2

Attribuzioni e compiti dell' Ufficio di presidenza.

1. L' Ufficio di presidenza:

1) garantisce il regolare svolgimento delle funzioni attribuite al Consiglio, vigila sul rispetto delle prerogative di ciascun consigliere e di ciascun gruppo;

2) promuove la formazione e la rendicontazione del bilancio del Consiglio e ne cura la gestione, secondo le vigenti norme di contabilità ;

3) disciplina il funzionamento degli uffici del Consiglio e coordina i lavori delle commissioni, assicurando i mezzi necessari per l' adempimento delle loro funzioni;

4) riferisce al Consiglio in ordine alle cause di ineleggibilità e di incompatibilità dei consiglieri;

5) fissa gli oggetti da porre all' ordine del giorno delle sedute del Consiglio;

6) esercita ogni altra attribuzione prevista dallo Statuto e dal presente Regolamento.

ARTICOLO 3

Attribuzioni e compiti del Presidente del Consiglio.

1. Il Presidente rappresenta il Consiglio, lo presiede e ne è l' oratore ufficiale.

2. Il Presidente convoca il Consiglio, sentito l' Ufficio di presidenza, dirige e modera la discussione, mantiene l' ordine e cura l' osservanza del Regolamento. Concede la facoltà di parlare, stabilisce l' ordine delle votazioni e ne annuncia il risultato, sovraintende alle funzioni attribuite all' Ufficio di presidenza e provvede al buon andamento dei lavori del Consiglio.

3. Il Presidente provvede all' assegnazione degli atti alle commissioni consiliari e dirime, sentito l' Ufficio di presidenza, eventuali conflitti di competenza tra le commissioni medesime.

ARTICOLO 4

Attribuzioni e compiti dei vice presidenti.

1. I vice presidenti sostituiscono a turno il Presidente in caso di assenza o temporaneo impedimento e adempiono inoltre alle funzioni che vengono loro delegate dal Presidente.

ARTICOLO 5

Attribuzioni e compiti dei segretari.

1. I segretari sovraintendono alla redazione dei processi verbali delle sedute pubbliche e redigono il processo verbale delle sedute segrete; tengono nota dei consiglieri che hanno chiesto la parola, secondo l' ordine; fanno le chiamate; danno lettura ove necessario delle proposte e dei documenti; fungono da scrutatori; sovraintendono alla conservazione ed alla eventuale trascrizione del materiale contenente la registrazione delle sedute consiliari; attestano il contenuto delle deliberazioni del Consiglio; concorrono al buon andamento dei lavori, al cerimoniale, alla polizia ed ai servizi interni.

2. In caso di assenza di un consigliere segretario alla seduta del Consiglio, il Presidente incarica un consigliere di svolgerne le funzioni.

ARTICOLO 6

Calendario delle attività del Consiglio.

1. Il Presidente, sentito l' Ufficio di presidenza, convoca periodicamente i presidenti dei gruppi consiliari, nonchè i presidenti delle commissioni permanenti ed il Presidente della Giunta regionale per formulare il calendario di attività delle sessioni del Consiglio e trattare altri problemi inernenti alla attività del Consiglio. Il Presidente comunica al Consiglio il calendario delle attività concordate.

2. In caso di mancato accordo, il Presidente sottopone al Consiglio per la decisione le questioni trattate nelle riunioni di cui al primo comma.

REVISORI DEI CONTI

ARTICOLO 7

Elezioni dei revisori dei conti.

1. Immediatamente dopo la costituzione dell' Ufficio di presidenza, il Consiglio procede all' elezione dei revisori dei conti di cui all' articolo 76 dello Statuto.

2. Al rinnovo del Collegio dei revisori dei conti il Consiglio provvede entro 30 giorni dalla scadenza del Collegio.

3. La carica di revisore dei conti è incompatibile con quella di componente dell' Ufficio di presidenza e della Giunta regionale.

CONSIGLIERI

ARTICOLO 8

Ineleggibilità ed incompatibilità dei consiglieri.

1. Ai sensi degli articoli 25 e 35 dello Statuto, l' Ufficio di presidenza, subito dopo il suo insediamento, esamina d' ufficio se sussistano cause di incompatibilità o di ineleggibilità dei consiglieri eletti e ne riferisce al Consiglio entro 20 giorni.

2. Il Consiglio invita i consiglieri, a carico dei quali viene segnalata la sussistenza di cause di incompatibilità o di ineleggibilità , a presentare le proprie osservazioni entro 10 giorni. Il Consiglio, nei dieci giorni successivi, decide in ordine ai singoli casi. Nel caso in cui ritiene sussistere una causa di incompatibilità invita il consigliere ad optare entro quindici giorni. Decorsi inutilmente i quindici giorni il Consiglio dichiara la decadenza.

3. Con le stesse modalità di cui al comma precedente sono esaminati e decisi i casi di incompatibilità sopravvenuti alla convalida.

4. Le deliberazioni sulla ineleggibilità e l' incompatibilità dei consiglieri sono depositate presso la Segreteria del Consiglio entro il primo giorno successivo non festivo e vengono pubblicate immediatamente nel Bollettino Ufficiale della Regione e notificate all' interessato entro cinque giorni.

ARTICOLO 9

Assenze dei consiglieri.

1. I consiglieri regionali hanno il dovere di intervenire alle sedute del Consiglio e di partecipare ai lavori delle commissioni delle quali fanno parte.

2. Nell' ipotesi di cui al secondo comma dell' art. 27 dello Statuto, viene operata una trattenuta del 3 per cento della indennità per ogni assenza successiva alla prima, ove tali successive assenze si verifichino nel corso della stessa sessione.

3. Si considera giustificata, ai sensi del secondo comma dell' art. 27 dello Statuto, l' assenza del Consigliere che si rechi fuori sede per missioni od incarichi per conto della Regione nonchè in ogni altro caso in cui il motivo dell' assenza è ritenuto valido dall' Ufficio di presidenza del Consiglio.

4. L' ufficio di presidenza dispone la, pubblicazione dei nominativi dei consiglieri assenti, indicando i motivi dell' assenza.

GRUPPI CONSILIARI

ARTICOLO 10

Gruppi consiliari.

1. I consiglieri sono tenuti a dichiarare all' Ufficio di presidenza, per iscritto, a quale gruppo consiliare intendono appartenere.

2. I gruppi consiliari sono costituiti da consiglieri eletti in ciascuna lista.

3. Gruppi possono essere costituiti anche da un solo consigliere, purchè trovino corrispondenza nel Parlamento nazionale.

4. I consiglieri che non dichiarino di appartenere ai gruppi costituiti ai sensi dei precedenti commi appartengono al gruppo misto.

5. Ciascun gruppo comunica al Presidente del Consiglio il nome del proprio presidente.

6. I consiglieri ed i gruppi sono tenuti a comunicare all' Ufficio di presidenza le eventuali variazioni circa l' appartenenza al gruppo e circa le cariche interne.

COMMISSIONI CONSILIARI CONPOSIZIONE, COSTITUZIONE, COMPITI E FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI.

ARTICOLO 11

Competenze delle commissioni consiliari.

1. Il Consiglio, ai sensi dei successivi artt. 12 e 13, elegge le seguenti commissioni consiliari permanenti, competenti nelle materie per ciascuna indicate:
 
I - AFFARI ISTITUZIONALI E PROGRAMMAZIONE: Piano regionale di sviluppo; finanze; rapporti con lo Stato e con gli Enti locali; ordinamento degli Enti dipendenti dalla Regione e controlli; circoscrizioni comunali, provinciali e comprensoriali; bilancio; questioni del personale ed organizzative.
 
II - AFFARI ECONOMICI: agricoltura e foreste; industria; artigianato; commercio; turismo e industria alberghiera; acque minerali e termali; fonti energetiche; partecipazioni regionali; cooperazione.
 
III - ASSETTO E UTILIZZAZIONE DEL TERRITORIO: urbanistica ed edilizia; difesa e valorizzazione del suolo e dell' ambiente; cave e torbiere; viabilità ; acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale; trasporti.
 
IV - AFFARI SOCIALI: assistenza sanitaria e sociale; igiene pubblica; diritto allo studio ed edilizia scolastica; istruzione artigiana e professionale; beni ed attività culturali; sport e tempo libero; caccia e pesca.

2. Le materie di cui al comma terzo dell' art. 16 dello Statuto sono esaminate dalle commissioni competenti.

3. Gli atti e le proposte vengono trasmessi, ai sensi dell' art. 3, ultimo comma, alla commissione competente per materia in sede referente.

4. Qualora l' atto o la proposta si riferiscano a materie di competenza di più commissioni, il Presidente del Consiglio stabilisce quale commissione dovrà procedere all' esame in sede referente e quale in sede consultiva, tenuto conto della prevalenza della materia cui l' atto o la proposta si riferiscono.

5. La commissione cui l' atto o la proposta è stato assegnato in sede referente può in ogni momento chiedere il parere delle altre commissioni.

6. Debbono essere comunque sottoposte all' esame della I commissione le questioni di carattere istituzionale e quelle che comportino variazioni di bilancio, escluse quelle che prevedono storni di fondi all' interno dello stesso capitolo o da un capitolo all' altro dello stesso titolo e quelle che comportino aumento di entrata o diminuzione di spesa rispetto alla previsione di bilancio.

ARTICOLO 12

Elezioni dei presidenti delle commissioni.

1. La elezione dei presidenti delle commissioni permanenti viene effettuata dal Consiglio regionale in un' unica votazione a scrutinio segreto, con votazione limitata a un nome.

2. I presidenti delle commissioni permanenti eletti dal Consiglio vengono assegnati alle rispettive commissioni dall' Ufficio di presidenza del Consiglio.

3. In caso di cessazione dalla carica di un presidente prima della scadenza del mandato, alla elezione del nuovo presidente provvede la commissione interessata, su designazione del gruppo consiliare che aveva espresso il presidente cessato dalla carica.

4. Fino alla elezione del nuovo presidente, le relative funzioni vengono esercitate dal vice presidente.

ARTICOLO 13

Composizione delle commissioni.

1. Escluso il Presidente della Giunta regionale, ogni conigliere fa parte di una commissione.

2. Ciascuna commissione è composta da sette consiglieri, ad eccezione della I commissione composta da otto, nominati dall' Ufficio di presidenza su indicazione dei gruppi consiliari. Nel caso di mancata indicazione, l' Ufficio di presidenza, decorsi venti giorni dalla comunicazione formale, provvede alla nomina delle commissioni.

3. L' Ufficio di presidenza provvede a ripartire in numero uguale i componenti di ciascun gruppo consiliare tra le varie commissioni e a distribuire tra le stesse i consiglieri che non siano rientrati nella anzidetta ripartizione e quelli che appartengono a gruppi la cui consistenza numerica è inferiore al numero delle commissioni. Con gli stessi criteri vengono effettuate le eventuali sostituzioni.

4. L' Ufficio di presidenza, sentiti i presidenti dei gruppi consiliari, nomina un vice presidente per ciascun na commissione su designazione del gruppo che abbia il maggior numero di rappresentanti nella commissione, escluso quello al quale appartiene il presidente della commissione stessa.

5. Ciascun consigliere può farsi eccezionalmente sostituire a tutti gli effetti - ivi compreso il voto - alle sedute della commissione permanente di cui è membro da altro consigliere appartenente ad una commissione permanente diversa.

6. Le commissioni permanenti vengono rinnovate dopo due anni e mezzo dalla loro costituzione ed i loro componenti possono essere confermati.

ARTICOLO 14

Commissioni speciali.

1. Il Consiglio può deliberare la nomina di commissioni speciali per l' esame di particolari questioni fissando il termine del loro mandato.

2. La loro composizione dovrà rispettare, per quanto possibile, la proporzione dei gruppi consiliari.

3. Le commissioni speciali nella loro prima riunione eleggono, con un' unica votazione, un presidente ed un vice presidente.

ARTICOLO 15

Convocazione delle commissioni.

1. Le commissioni sono insediate dal Presidente del Consiglio regionale; successivamente sono convocate dai loro presidenti o, in caso di impedimento, dai vice presidenti.

2. Le commissioni si riuniscono normalmente in giorni od orari diversi.

ARTICOLO 16

Sedute pubbliche.

1. Le commissioni possono decidere di tenere sedute pubbliche.

ARTICOLO 17

Validità delle decisioni delle commissioni.

1. Tutti i consiglieri hanno facoltà di intervenire, senza diritto di voto, alle sedute delle commissioni di cui non facciano parte.

2. La commissione è validamente costituita con la presenza della maggioranza dei componenti.

3. Le commissioni decidono con la maggioranza dei votanti, astenuti compresi.

ARTICOLO 18

Resoconto delle sedute.

1. Di ogni seduta della commissione si redige processo verbale contente gli atti e le deliberazioni. Copia del verbale è inviata all' Ufficio di presidenza del Consiglio.

ARTICOLO 19

Lavori delle commissioni.

1. Le commissioni debbono trattare con precedenza i progetti di legge, di regolamento e di provvedimento amministrativo di carattere generale per i quali il Consiglio abbia votato l' urgenza.

2. La Giunta e i proponenti hanno facoltà di chiedere la trattazione immediata di atti giacenti in commissione. Sulla richiesta la commissione decide a maggioranza dei presenti.

3. Non sono ammissibili in commissione eccezioni pregiudiziali, sospensive, comunque volte a ritardare l' adempimento dell' obbligo della commissione di riferire al Consiglio.

ARTICOLO 20

Termine per i lavori delle commissioni.

1. Le commissioni riferiscono al Consiglio sugli atti e le proposte loro assegnati ai sensi dell' art. 3, ultimo comma, entro e non oltre due mesi.

2. La commissione può chiedere al Presidente del Consiglio, per una sola volta, una proroga del termine. La proroga non può essere concessa per un tempo superiore a due mesi.

3. Decorso il termine di cui ai precedenti commi, gli argomenti sono inclusi nell' ordine del giorno della successiva seduta del Consiglio, dinanzi al quale riferiscono direttamente la Giunta o il primo dei consiglieri proponenti.

4. Il Consiglio può deliberare di inviare la questione in commissione, assegnando alla stessa un termine per riferire.

5. Per le proposte di iniziative popolare, qualora la commissione competente non abbia provveduto nel termine di cui all' art. 60, primo comma, dello Statuto, il Presidente del Consiglio nomina il relatore che riferisca direttamente al Consiglio.

6. Le commissioni in sede consultiva devono esprimere il loro parere entro 20 giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il parere si intende favorevole.

ARTICOLO 21

Discussione in commissione.

1. La discussione in commissione è introdotta dal presidente della commissione o da un relatore da lui incaricato.

2. Ogni commissione può nominare per ciascun affare uno o più relatori per il Consiglio.

3. I componenti della Giunta regionale non possono essere relatori, nè per la commissione nè per il Consiglio.

4. E' sempre facoltà della minoranza di presentare una o più relazioni.

5. Le relazioni scritte sono distribuite ai consiglieri almeno 48 ore prima che si apra la discussione, tranne che, nei casi d' urgenza, il Consiglio deliberi termini minori o autorizzi la relazione orale.

6. La commissione deve sempre proporre al Consiglio un testo base per la discussione o comunque riferire sul testo originariamente proposto, verificando anche la relativa copertura finanziaria.

7. Se all' ordine del giorno della commissione si trovano contemporaneamente proposte vertenti sullo stesso argomento l' esame deve essere abbinato. L' abbinamento è sempre possibile fino a quando non è terminata la discussione. In tal caso, dopo l' esame preliminare delle proposte, la commissione procede alla scelta di un testo base ovvero alla redazione di un testo unificato.

ARTICOLO 22

Commissioni di inchiesta.

1. Alle commissioni di inchiesta di cui all' art. 45 dello Statuto si applicano le disposizioni di cui all'art. 14.

SEDUTE DEL CONSIGLIO

ARTICOLO 23

Convocazione del Consiglio regionale.

1. Il Consiglio è convocato dal suo Presidente. L' ordine del giorno è comunicato ad ogni consigliere almeno cinque giorni prima ed è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione almeno due giorni prima. Il Consiglio si riunisce in via ordinaria in quattro sessioni annuali ai sensi dell' art. 36, secondo comma, dello Statuto.

2. Il Consiglio può essere convocato in via straordinaria:

a) per iniziativa del suo Presidente, sentito l' Ufficio di presidenza;

b) su richiesta del Presidente della Giunta regionale;

c) su richiesta di un quinto dei consiglieri; in questo caso il Consiglio deve essere convocato entro 15 giorni dalla data in cui è pervenuta alla Presidenza la richiesta di convocazione straordinaria, in giorno non festivo.

3. In carenza di iniziativa del Presidente entro 10 giorni dalla data di ricevimento della richiesta, uno dei due vice presidenti riunisce, entro 5 giorni l' Ufficio di presidenza per deliberare sulla convocazione del Consiglio. Ove l' Ufficio di presidenza non provveda a convocare il Consiglio entro 25 giorni dalla data di ricevimento della richiesta uno dei due vice presidenti convoca il Consiglio stesso per il primo giorno non festivo successivo al trentesimo giorno dalla data di ricevimento della richiesta.

ARTICOLO 24

Inserimento di oggetti all' ordine del giorno.

1. Su richiesta del Presidente della Giunta o di uno dei presidenti delle commissioni permanenti, l' Ufficio di presidenza può iscrivere all' ordine del giorno altri oggetti di carattere urgente, dandone comunicazione almeno quarantotto ore prima della data della seduta.

ARTICOLO 25

Apertura delle sedute.

1. Il Presidente dichiara aperta e chiusa la seduta, e comunica il giorno e l' ora della seduta seguente.

2. Il Presidente dà comunicazione dell' avvenuto deposito dei processi verbali delle sedute precedenti e chiede se vi siano osservazioni.

3. Quando sul processo verbale non vi siano osservazioni, esso si intende approvato senza votazione.

4. Sul processo verbale non è concessa la parola se non per proporre rettifiche oppure per fatti personali.

ARTICOLO 26

Comunicazioni al Consiglio.

1. Il Presidente del Consiglio:

a) comunica i rinvii da parte del Governo per il riesame delle leggi della Regione, le impugnazioni della Giunta regionale avverso le leggi ed i Regolamenti dello Stato o le leggi di altre Regioni, quelle del Governo avverso le leggi della Regione, nonchè le relative decisioni della Corte Costituzionale;

b) dà notizia delle risposte scritte della Giunta regionale alle interrogazioni di cui all' art. 54 ed alle interpellanze di cui all' art. 56;

c) comunica all' Assemblea ogni altra notizia o informazione che ritenga utile o necessaria.

2. Il Presidente della Giunta, immediatamente dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio, ha facoltà di fare proprie comunicazioni all' Assemblea.

3. In caso di richieste di intervento si applicano le disposizioni di cui all' art. 59.

ARTICOLO 27

Verifica del numero legale.

1. Nei casi di discussione di proposte di legge, regolamento ed atto amministrativo, nonchè di mozioni ed interpellanze, si procede alla verifica del numero legale quando questa sia richiesta anche da un solo consigliere.

2. Il Presidente, se accerta la mancanza del numero legale, sospende la seduta sino a quando non siano presenti in aula consiglieri in numero non inferiore a quello legale. Se ciò non avviene entro trenta minuti dalla sospensione, la seduta è sciolta.

ARTICOLO 28

Polizia delle sedute.

1. I poteri di polizia del Consiglio spettano allo stesso Consiglio e sono esercitati in suo nome dal Presidente che impartisce gli ordini necessari, coadiuvato dai due segretari.

2. La forza pubblica non può entrare nell' aula, se non per ordine del Presidente e dopo che sia sospesa o tolta la seduta.

ARTICOLO 29

Disciplina delle sedute.

1. Nessuno può parlare senza aver chiesto e ottenuto la parola dal Presidente.

2. Se un consigliere pronuncia parole sconvenienti, oppure turba, con il suo contegno, la libertà delle discussioni e l' ordine della seduta, il Presidente lo richiama formalmente. Il richiamato può presentare al Consiglio le sue spiegazioni; se intende respingere il richiamo, il Presidente invita il Consiglio a decidere senza discussione.

3. Dopo un secondo richiamo all' ordine avvenuto nella stessa seduta, il Presidente può proporre al Consiglio la esclusione del consigliere dall' aula per tutto il resto della seduta. La proposta del Presidente viene messa ai voti senza discussione.

4. Indipendentemente dal richiamo all' ordine, l' esclusione può essere proposta dal Presidente contro un consigliere che provochi tumulti o disordini nell' Assemblea o trascenda ad oltraggi o vie di fatto.

ARTICOLO 30

Sospensione e scioglimento delle sedute.

1. Qualora sorga tumulto nell' Assemblea, il Presidente sospende la discussione o, secondo l' opportunità , scioglie la seduta. In questo caso il Consiglio si intende convocato per il primo giorno successivo non festivo.

ARTICOLO 31

Disciplina del pubblico.

1. Nessuna persona estranea al Consiglio od ai servizi relativi può introdursi negli spazi della sala riservata ai consiglieri, senza esplicita autorizzazione del Presidente.

2. Il pubblico deve assistere in silenzio nei settori appositamente riservati, astenendosi da ogni segno di approvazione o di disapprovazione.

3. In caso di offesa fatta al Consiglio o a qualunque dei suoi componenti, il Presidente fa immediatamente individuare il colpevole, lo fa espellere dall' aula e denuncia il fatto all' autorità giudiziaria.

4. Analogo provvedimento di espulsione può essere disposto dal Presidente a carico di chiunque abbia turbato l' ordine della seduta.

ARTICOLO 32

Processo verbale.

1. Di ogni seduta si redige il processo verbale, che deve contenere gli atti e le deliberazioni, l' oggetto delle discussioni ed i nomi di coloro che vi hanno partecipato. Ciascun consigliere ha diritto di far risultare a verbale il proprio dissenso motivato.

2. Al resoconto di ogni seduta pubblica si provvede mediante registrazione meccanica.

3. Il processo verbale è sottoscritto dal Presidente e da almeno uno dei consiglieri segretari ed è depositato presso la Segreteria del Consiglio almeno due giorni prima della seduta in cui sarà sottoposto ad approvazione.

DELLA DISCUSSIONE E DELLA VOTAZIONE IN GENERALE

ARTICOLO 33

Oggetto della discussione.

1. Il Consiglio può discutere e deliberare soltanto sugli argomenti che siano iscritti all' ordine del giorno.

2. Per discutere e deliberare sopra materie che non siano all' ordine del giorno è necessaria una decisione del Consiglio a maggioranza dei due terzi dei presenti da adottarsi all' inizio della seduta subito dopo le eventuali comunicazioni di cui all' art. 26.

3. Per deliberare la inversione degli argomenti all'ordine del giorno è sufficiente la maggioranza dei presenti.

ARTICOLO 34

Ordine della discussione

1. Il Presidente concede la parola e regola l' ordine della discussione.

2. I consiglieri che non siano presenti nell' aula quando è il loro turno decadono dal diritto alla parola.

3. Nessuno può parlare più di una volta nella discussione di uno stesso argomento, tranne che per dichiarazione di voto, per richiami al Regolamento, all' ordine del giorno e all' ordine dei lavori. In questi casi non possono parlare dopo la proposta, che un oratore contro ed uno a favore, per non più di dieci minuti ciascuno.

ARTICOLO 35

Fatto personale.

1. E' fatto personale l' essere censurato nella propria condotta o il sentirsi attribuire fatti non veri ed opinioni contrarie a quelle espresse. Il consigliere che chiede la parola per fatto personale deve precisarlo. Se il Presidente ne ravvisa la sussistenza, concede la parola al richiedente al termine della discussione dell' argomento.

2. Colui che ha dato origine con le sue affermazioni al fatto personale ha facoltà di parlare soltanto per precisare o rettificare il significato delle parole da lui pronunciate.

ARTICOLO 36

Richiamo all' argomento.

1. Il Presidente richiama l' oratore ad attenersi all' argomento in discussione.

2. Dopo il secondo richiamo, il Presidente può togliere la parola. Se l' oratore insiste, il Consiglio decide senza discussione.

ARTICOLO 37

Dichiarazione di voto.

1. Prima di ogni votazione è consentita ai consiglieri una dichiarazione di voto di durata non superiore a cinque minuti.

2. Iniziata la votazione, non è più concessa la parola fino alla proclamazione del voto.

ARTICOLO 38

Modalità di votazione.

1. Le votazioni a scrutinio palese si fanno mediante procedimento elettronico o per alzata di mano.

2. Si procede a votazione per appello nominale nei casi previsti dallo Statuto o quando ne facciano richiesta almeno tre consiglieri.

3. La richiesta di votazione per appello nominale deve essere presentata dopo la chiusura della discussione e prima che il Presidente inviti il Consiglio a votare.

4. Sulle questioni riguardanti persone la votazione è fatta a scrutinio segreto, deponendo nell' urna apposita scheda.

ARTICOLO 39

Irregolarità delle votazioni.

1. In caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento concernenti le modalità di votazione o comunque nel caso di difetto dei dispositivi relativi al procedimento elettronico, il Presidente annulla la votazione e dispone che sia immediatamente ripetuta.

ARTICOLO 40

Risultato delle votazioni.

1. I segretari tengono nota e procedono al computo dei voti accertando il numero dei votanti favorevoli, contrari o astenuti e, in caso di votazione per appello nominale, il nome degli stessi.

2. Il Presidente proclama il risultato della votazione con la formula: " Il Consiglio approva" o " Il Consiglio non approva".

ARTICOLO 41

Proposte respinte.

1. Una proposta respinta dal Consiglio non può essere ripresentata se non dopo sei mesi.

DELLA DISCUSSIONE E DELLA VOTAZIONE DELLE PROPOSTE DI LEGGE, DI REGOLAMENTO E DI PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO

ARTICOLO 42

Procedura d' urgenza.

1. All' atto della presentazione di una proposta di legge, regolamento o atto amministrativo di competenza consiliare, il proponente può chiedere che sia adottata la procedura d' urgenza.

2. Sulla richiesta delibera l' Ufficio di presidenza all'unanimità. Qualora non si raggiunga l' unanimità , sulla richiesta delibera il Consiglio regionale.

3. Nel caso in cui la proposta sia dichiarata urgente, tutti i termini regolamentari sono ridotti a metà , salvo che il Consiglio non stabilisca termini più brevi.

ARTICOLO 43

Discussione generale.

1. La discussione generale precede l' esame dei progetti di legge, di regolamento e di provvedimento amministrativo di competenza consiliare.

2. Chiusa la discussione generale, hanno facoltà di parlare, nell' ordine, i componenti della Giunta, il Presidente della Giunta, il relatore di minoranza e il relatore di maggioranza.

ARTICOLO 44

Emendamenti.

1. La Giunta ed ogni consigliere hanno diritto di proporre emendamenti, i quali vengono discussi secondo l' ordine di presentazione o secondo quello logico che il Presidente inappellabilmente reputi opportuno per la discussione.

2. Non possono proporsi, sotto qualsiasi forma, articoli aggiuntivi o emendamenti contrastanti con precedenti deliberazioni adottate dal Consiglio sull' argomento. Il Presidente, previa lettura, decide inappellabilmente.

3. Gli emendamenti aggiuntivi, modificativi o soppressivi, devono essere presentati, almeno il giorno non festivo precedente la discussione degli articoli cui si riferiscono, al Presidente, che ne dispone la trasmissione alla Giunta e la distribuzione ai consiglieri.

4. Gli emendamenti ad emendamenti nonchè quelli relativi adatti per i quali sia stata votata l' iscrizione immediata all' ordine del giorno della seduta possono essere presentati nella seduta stessa.

5. Ai relatori ed alla Giunta è consentito di presentare emendamenti senza osservanza di termini.

ARTICOLO 45

Ritiro di emendamenti.

1. Un emendamento ritirato dal presentatore può essere fatto proprio da altri.

2. Il proponente di un emendamento può ritirare l' emendamento stesso per trasformarlo in un ordine del giorno.

ARTICOLO 46

Facoltà di respingere emendamenti.

1. Il Presidente ha facoltà di non porre in discussione emendamenti o articoli aggiuntivi che siano formulati con frasi sconvenienti o siano relativi ad argomenti estranei all' oggetto della discussione e può rifiutarsi di metterli in votazione. Se il proponente insiste, il Presidente, sentito l' Ufficio di presidenza, decide inappellabilmente.

ARTICOLO 47

Questioni sospensive e pregiudiziali.

1. La questione sospensiva, per il rinvio della discussione, e la questione pregiudiziale, per la non discussione di un dato argomento, possono essere proposte da ogni consigliere prima della chiusura della discussione generale su un progetto di legge o di regolamento o su un provvedimento amministrativo di competenza consiliare.

2. La discussione può continuare soltanto dopo che il Presidente ha concesso la parola ad un oratore contro e ad un oratore a favore e la questione sia stata respinta.

ARTICOLO 48

Ordine del giorno.

1. Nel corso della discussione degli articoli di un progetto di legge possono essere presentati ordini del giorno che servano di istruzione alla Giunta circa l' interpretazione da dare o i criteri da adottare per la sua applicazione.

2. Gli ordini del giorno sono svolti dal proponente per non più di dieci minuti e sono posti in votazione dopo l' approvazione dell' ultimo articolo ma prima della votazione finale.

3. Sono inammissibili ordini del giorno che riproducano emendamenti od articoli aggiuntivi già respinti.

4. L' inammissibilità dell' ordine del giorno è dichiarata dal Presidente, dopo averne dato lettura all' Assemblea.

ARTICOLO 49

Correzioni formali.

1. Prima della votazione finale, i relatori, la Giunta o un consigliere possono richiamare l' attenzione del Consdiglio sopra le correzioni di forma che il progetto richiede, nonchè sopra quegli emendamenti già approvati che siano inconciliabili con lo scopo della legge e con alcune delle sue disposizioni, e proporre le rettifiche che ritengano opportune. Il Consiglio, sentiti il presentatore dell' emendamento, i relatori e la Giunta, delibera.

ARTICOLO 50

Votazione delle proposte.

1. La discussione e la votazione delle proposte di legge si fanno su ogni articolo o sugli emendamenti che si propongono.

2. Dopo l' approvazione dei singoli articoli si procede a votazione finale sull' intero testo.

3. La discussione e la votazione delle proposte di regolamento e di provvedimento amministrativo avvengono sull' intero testo, salvo che, per le proposte di regolamento, il Consiglio non deliberi di procedere articolo per articolo.

ARTICOLO 51

Votazione degli emendamenti

1. Nel caso di presentazione di emendamenti la votazione ha luogo nel seguente ordine: emendamenti soppressivi; modificativi; testo di progetto; emendamenti aggiuntivi.

2. E' sempre ammessa la votazione per parti separate.

3. Gli emendamenti ad un emendamento sono votati prima dello stesso.

INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE E MOZIONI

ARTICOLO 52

Interrogazioni.

1. L' interrogazione consiste nella semplice domanda rivolta per iscritto se un fatto sia vero, se alcuna informazione sia pervenuta alla Presidenza della Giunta o sia esatto che la Giunta o i suoi componenti abbiano preso od intendano prendere provvedimenti su determinati oggetti.

ARTICOLO 53

Svolgimento delle interrogazioni.

1. Il Presidente della Giunta o un componente della stessa rispondono alle interrogazioni nella prima seduta successiva alla loro presentazione, a condizione che siano state depositate almeno dieci giorni prima della seduta stessa e tempestivamente comunicate alla Giunta.

2. Se nella seduta fissata ai sensi del precedente comma, il Presidente della Giunta o un componente della stessa dichiarino di non poter rispondere, indicandone il motivo, il Presidente del Consiglio, sentiti la Giunta e l' interrogante, stabilisce la seduta per lo svolgimento dell' interrogazione.

3. Se l' interrogante non si trova presente quando arriva il suo turno, l' interrogazione si considera presentata con richiesta di risposta scritta.

4. L' interrogante ha diritto di replica, per non più di cinque minuti, in ordine alla risposta della Giunta, al fine di dichiarare se sia stato o meno soddisfatto.

ARTICOLO 54

Risposta scritta.

1. Nel presentare un' interrogazione il consigliere può dichiarare che intende avere risposta scritta. In questo caso, entro quindici giorni, la Giunta dà risposta scritta all' interrogante e la comunica per copia al Presidente del Consiglio, il quale, nella prima seduta successiva, ne informa l' assemblea.

ARTICOLO 55

Interpellanze.

1. L' interpellanza consiste nella domanda rivolta per iscritto circa i motivi o gli intendimenti della condotta della Giunta in questioni che riguardino determinati aspetti della sua politica.

ARTICOLO 56

Svolgimento delle interpellanze.

1. Per lo svolgimento delle interpellanze vale quanto previsto per le interrogazioni, salva la facoltà dell'interpellante di illustrare la propria interpellanza per non oltre dieci minuti.

2. Qualora l' interpellante in sede di replica si dichiari insoddisfatto o intenda promuovere una discussione sulle spiegazioni date dalla Giunta, può presentare una mozione nel corso della stessa seduta.

3. Se l' interpellante non si avvale di tale facoltà , la mozione può essere presentata da altro consigliere.

ARTICOLO 57

Interrogazioni e interpellanze svolte in commissione.

1. I consiglieri regionali, nel presentare un' interrogazione od un' interpellanza, possono dichiarare che intendono avere risposta in commissione.

2. Il Presidente della Giunta o un componente da lui delegato deve rispondere in una seduta della commissione non oltre quindici giorni dalla comunicazione o comunque nella prima seduta successiva alla scadenza del termine indicato.

ARTICOLO 58

Mozione.

1. La mozione consiste in un atto inteso a promuovere un voto da parte del Consiglio.

ARTICOLO 59

Svolgimento delle mozioni.

1. Lo svolgimento delle mozioni ha luogo nella seduta immediatamente successiva alla loro presentazione.

2. Quale che sia il numero dei firmatari la mozione può essere illustrata solo dal primo firmatario o da uno dei firmatari successivi e per un tempo non eccedente i quindici minuti.

3. Nella discussione possono intervenire, per un tempo non eccedente i quindici minuti, un consigliere per ogni gruppo o un rappresentante della Giunta. Il consigliere che ha illustrato la mozione ha diritto di replica per un tempo non eccedente i dieci minuti.

4. Non sono permessi altri interventi, salvo a titolo di dichiarazione di voto.

ARTICOLO 60

Emendamenti alle mozioni.

1. Su ciascuna mozione possono essere presentati emendamenti.

2. Tali emendamenti sono discussi e votati separatamente, con le modalità di cui al precedente articolo, secondo l' ordine dell' inciso cui si riferiscono.

ARTICOLO 61

Ordini del giorno concernenti mozioni.

1. Nel corso della discussione di una mozione, possono essere presentati ordini del giorno al fine di chiarirne o specificarne ulteriormente il contenuto senza diritto di svolgimento da parte del proponente.

2. Gli ordini del giorno di cui al precedente comma sono posti in votazione dopo la votazione della mozione.

ARTICOLO 62

Votazione delle mozioni.

1. Le mozioni vengono poste in votazione nel loro complesso se non è chiesta, anche da un solo consigliere, la votazione per parti separate.

2. In questo caso, dopo la votazione delle parti delle quali sia stata richiesta la separazione, la mozione viene votata nel suo complesso.

DISPOSIZIONI COMUNI A INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE E MOZIONI

ARTICOLO 63

Presentazione.

1. Le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni sono presentate al Presidente del Consiglio.

ARTICOLO 64

Limitazioni del numero delle interrogazioni, interpellanze e mozioni.

1. Ciascun consigliere non può svolgere nella stessa seduta più di due interrogazioni, due interpellanze e una mozione, salvo che non si tratti di sedute appositamente convocate per la discussione di tali atti.

ARTICOLO 65

Discussione.

1. La discussione delle interrogazioni, delle interpellanze e delle mozioni deve essere fatta a parte di ogni altra discussione.

2. Quando una interrogazione od una interpellanza siano iscritte all' ordine del giorno da trenta giorni, non compresi i periodi di vacanza, e il proponente non abbia richiesto una nuova iscrizione all' ordine del giorno, le stesse si intendono decadute e vengono cancellate dall' ordine del giorno.

3. In caso di presentazione di interrogazioni e interpellanze con richiesta di trattazione immediata, sulla urgenza e sulla conseguente iscrizione all' ordine del giorno decide l' Ufficio di presidenza sentito il Presidente della Giunta.

4. In caso di presentazione di mozioni con richiesta di trattazione immediata, sulla urgenza e sulla conseguente iscrizione all' ordine del giorno decide l' Ufficio di presidenza sentiti i presidenti dei gruppi consiliari.

5. Non sono ammesse interrogazioni, interpellanze e mozioni formulate con frasi ingiuriose e sconvenienti.

ARTICOLO 66

Riunione di interrogazioni, interpellanze e mozioni in un' unica discussione.

1. Il Presidente può disporre che più interrogazioni e interpellanze relative a fatti od argomenti identici, o strettamente connessi, formino oggetto di una unica discussione.

2. Il Presidente può altresì disporre che interpellanze e mozioni concernenti fatti od argomenti strettamente identici o connessi formino oggetto di un' unica discussione. In tal caso le mozioni hanno la precedenza sulle interpellanze e gli interpellanti sono iscritti a parlare subito dopo i proponenti delle mozioni.

3. Nel caso di discussione congiunta di più mozioni, le repliche hanno luogo intervenendo l' ordine di illustrazione delle medesime da parte dei proponenti.

DISCUSSIONE DELLA PROPOSTA DI REVOCA DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE E DELLA GIUNTA

ARTICOLO 67

Proposta di revoca della Giunta e del Presidente della Giunta.

1. La proposta di revoca di cui all' art. 50 dello Statuto deve essere votata per appello nominale. Non è consentita la votazione per parti separate, nè la presentazione di ordini del giorno.

DELLE DEPUTAZIONI

ARTICOLO 68

Deputazioni.

1. Le deputazioni sono nominate dal Presidente, di norma secondo la proporzione dei gruppi consiliari.

2. Esse sono presiedute dal Presidente, o, in sua mancanza, da uno dei vice presidenti.

ARTICOLO 69

Disposizioni finali e transitorie.

1. Con effetto dalla data di entrata in vigore della legge di approvazione del presente regolamento, è abrogata la legge regionale 6 settembre 1972, n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni.

2. Entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, si procede alla costituzione delle commissioni consiliari permanenti di cui all'art. 11.


Note della redazione

(1)  - 

Abrogata dalla L.R. 16 aprile 1998, n. 14, art. 79