Date di vigenza

16/03/1972 entrata in vigore mostra documento vigente dal 16/03/1972
15/12/1973 modifica mostra documento vigente dal 15/12/1973
17/02/1977 modifica mostra documento vigente dal 17/02/1977
18/08/1981 modifica mostra documento vigente dal 18/08/1981

Documento vigente

Regione Umbria
REGOLAMENTO REGIONALE 28 febbraio 1972 ,n. 1
Funzionamento del Comitato di controllo sugli atti degli Enti locali dell'Umbria.
Pubblicazione: Bollettino Ufficiale n. 6 del 01/03/1972

Il Presidente della Giunta regionale visto l'atto del Consiglio regionale 25 giugno 1971, n. 133, modificato con atto del Consiglio regionale 31 gennaio 1972, n. 243, divenuto esecutivo ai sensi di legge; promulga il seguente regolamento:

TITOLO I

ORGANIZZAZIONE DEL COMITATO DI CONTROLLO

Art. 1.

1. Il Comitato di controllo sugli atti degli Enti locali è un organo della Regione ed ha sede in Perugia.

2. Le Sezioni decentrate del Comitato di controllo previste dallo Statuto regionale hanno sede, oltre che nei capoluoghi di provincia, nelle località che saranno designate con legge regionale.

Art. 2.

1. Il Comitato di controllo dura in carica quanto il Consiglio regionale ed esercita le sue funzioni fino alla costituzione del nuovo Comitato.

2. La nomina del nuovo Comitato dovrà avvenire entro un mese dall'insediamento del nuovo Consiglio regionale.

Art. 3.

1. La costituzione del Comitato di controllo avviene con decreto del Presidente della Giunta regionale che nomina i membri effettivi ed i membri supplenti.

Art. 4.

1. Il Comitato di controllo e le sue Sezioni decentrate eleggono, fra i membri designati dal Consiglio regionale, un Presidente e un Vice Presidente.

2. L'elezione avviene con due distinte votazioni ed a maggioranza assoluta dei componenti.

3. Qualora dopo due votazioni nessun membro abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, è eletto Presidente l'esperto che ha riportato il maggior numero di voti; a parità di voti risulta eletto il più anziano di età.

4. Le stesse modalità valgono per la elezione del Vice Presidente.

Art. 5.

1. Il presidente presiede le sedute del Comitato, ne dirige i lavori, ne dispone la convocazione, mantiene rapporti con la presidenza della Giunta regionale e con gli altri organi della Regione, provvede alla assegnazione delle pratiche ai Commissari per l'istruttoria e la relazione, esercita ogni altra funzione necessaria a garantire l'ordinato svolgimento dei lavori dell'organo di controllo.

2. Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in caso di assenza di quest'ultimo.

Art. 6.

1. Il Comitato di controllo ha un Segretario nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale.

2. Il Segretario partecipa alle sedute del Comitato e ne redige il verbale, coordina l'attività degli uffici e cura la preparazione delle pratiche secondo i criteri fissati dall'organo di controllo; è responsabile della tenuta dei registri, degli atti, dei documenti e dell'archivio; provvede all'inoltro delle pronunce del Comitato agli Enti locali interessati e alla Direzione del Bollettino Ufficiale della Regione per la pubblicazione degli atti.

3. L'ufficio del Comitato è composto da personale della Regione.

4. Ciascuna delle Sezioni decentrate ha un proprio segretario ed un proprio ufficio.

5. Per la nomina, le attribuzioni e i compiti dei segretari delle sezioni decentrate valgono le norme previste nel primo e secondo comma del presente articolo.

Art. 7.

1. Per la validità delle deliberazioni del Comitato è richiesto l'intervento di almeno quattro Commissari.

2. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti e, in caso di parità, prevale il voto del Presidente.

3. Ogni Commissario ha facoltà di richiedere che il proprio motivato dissenso venga inserito a verbale.

Art. 8.

1. Allorché il Comitato sia chiamato all'esame di pratiche che investono direttamente o indirettamente diritti o interessi di uno o più suoi componenti, questi debbono astenersi dal prendere parte alla istruttoria, alla discussione ed alla votazione.

[ Art. 9. ] [5]
Art. 9.

1. Ai fini di assicurare continuità e unicità di indirizzo nell'adozione dei provvedimenti, alle riunioni partecipano anche i membri supplenti.

2. Essi, però, hanno diritto di voto solo quando sostituiscono i rispettivi membri effettivi

[6]
Art. 10.

1. Il Presidente della Giunta regionale pronuncia la decadenza dei membri del Comitato e delle Sezioni, qualora si verifichino cause di incompatibilità previste dalla legge.

2. Il Presidente della Giunta prende atto delle dimissioni ed accerta qualsiasi altra causa di cessazione dalla carica dei membri del Comitato e delle Sezioni e, nel caso di decadenza, dimissioni, morte o impedimento permanente di uno o più membri effettivi o supplenti del Comitato e delle Sezioni, si procede alla loro sostituzione secondo le procedure previste per la prima elezione.

3. Nel caso di decadenza, dimissioni, morte, impedimento permanente di uno o più degli esperti nelle discipline amministrative, il Consiglio regionale procede alla rielezione di tutti i membri di sua competenza.

TITOLO II

SVOLGIMENTO DELLE SEDUTE

Art. 11.

1. L'avviso di convocazione delle sedute del Comitato di controllo è inviato ai singoli componenti, ed è reso pubblico.

Art. 12.

1. Le sedute del Comitato di controllo sono pubbliche, salvo diversa determinazione del collegio.

2. Il Comitato di controllo sente i rappresentati degli Enti locali quando da parte di questi sia pervenuta specifica richiesta.

3. I rappresentanti degli Enti locali hanno la facoltà di farsi assistere in udienza da funzionari o da esperti.

Art. 13.

1. Il Comitato di controllo, allorché lo ritenga indispensabile per la valutazione dell'atto e la formazione di giudizio, ha la facoltà di compiere sopralluoghi ricognitori o delegare uno o più suoi componenti a tale scopo.

Art. 14.

1. All'esito della discussione l'organo di controllo si riserva di decidere.

2. L'annullamento degli atti non può, comunque, essere pronunciato oltre venti giorni dal ricevimento delle controdeduzioni dell'ente locale.

3. Trascorso tale termine l'atto diviene esecutivo.

TITOLO III

ATTI SOTTOPOSTI A CONTROLLO. PROCEDURE E TERMINI PER LA DECORRENZA

Art. 15.

1. Al Comitato ed alle Sezioni decentrate è attribuito il controllo di legittimità e di merito sugli atti degli Enti locali.

Art. 16.

1. Non sono soggette a controllo le mozioni di carattere politico, gli atti meramente confermativi ed esecutivi di provvedimenti già adottati e perfezionati ai sensi di legge e, in genere, le deliberazioni prive di carattere dispositivo.

Art. 17.

1. Gli atti degli Enti locali debbono essere esaminati dall'organo di controllo entro il termine di venti giorni dalla data di ricevimento.

2. Agli effetti del decorso dei termini di cui al comma precedente, il segretario del Comitato e delle Sezioni decentrate rilascia immediata ricevuta degli atti presentati.

Art. 18.

1. Il termine di cui all'articolo precedente può essere sospeso qualora l'organo di controllo richieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio.

2. La richiesta non può essere effettuata più di una volta e deve essere in ogni caso adeguatamente motivata e sufficientemente giustificata.

3. Nel caso previsto dal primo comma del presente articolo, il nuovo termine decorre dalla data di ricevimento della risposta dell'Ente.

IL CONTROLLO DI LEGITTIMITA'
Art. 19.

1. Gli Enti locali debbono inviare al competente organo di controllo i processi verbali e le relative delibere entro otto giorni dalla adozione, anche a mezzo del servizio postale mediante plico raccomandato con ricevuta di ritorno.

2. L'organo di controllo, quando l'atto non è palesemente illegittimo e sussistano fondati dubbi sulla legittimità dello stesso, richiede all'Ente locale interessato i necessari chiarimenti o elementi integrativi di giudizio.

3. Qualora permangano fondati dubbi sulla legittimità dell'atto, nonostante le deduzioni inviate dall'Ente interessato, il Presidente del Comitato fissa pubblica udienza per la discussione.

4. Del giorno e dell'ora dell'udienza viene data comunicazione, almeno tre giorni prima, all'Ente locale interessato.

Art. 20.

1. L'annullamento degli atti sottoposti a controllo è pronunciato con ordinanza congruamente motivata.

2. Il dispositivo dell'ordinanza di annullamento deve essere comunicato tempestivamente a cura del segretario, anche a mezzo del servizio telegrafico, agli Enti locali interessati.

3. Copia integrale dell'ordinanza, entro quindici giorni dalla sua adozione, deve essere inviata all'ente interessato ed al Presidente della Giunta regionale.

IL CONTROLLO DI MERITO
Art. 21.

1. Il controllo di merito viene esercitato ai soli fini del riesame di cui al secondo comma dell'art.130 della Costituzione .

Art. 22.

1. Al procedimento del controllo di merito si applicano le norme previste dal presente regolamento per il controllo di legittimità, salvo quanto disposto dagli articoli seguenti.

Art. 23.

1. I chiarimenti e gli eventuali elementi integrativi di giudizio di cui all' art. 18 debbono essere richiesti quando emergano fondati dubbi sulla opportunità dell'atto sottoposto al controllo.

Art. 24.

1. Con l'ordinanza emessa successivamente alla discussione in pubblica udienza, il Comitato di controllo invita gli Enti locali interessati a riprendere in esame la delibera sottoposta a controllo.

2. Qualora l'Ente interessato riconfermi la deliberazione, senza modificazioni, l'atto diviene esecutivo, a meno che dai chiarimenti forniti non emergano nuovi vizi di illegittimità, rispetto all'atto in precedenza esaminato.

TITOLO IV

PUBBLICAZIONE DELLE DECISIONI

Art. 25.

1. Le decisioni del Comitato di controllo sono pubblicate nel Bollettino Ufficiale della Regione.

TITOLO V

DISPOSIZIONI FINALI

[ Art. 26. ] [7]
[ Art. 26. ] [11]
Art. 26.

1. Ai Presidenti del Comitato di Controllo e delle Sezioni decentrate è attribuita una indennità di presenza di L.32.000 per ogni giornata di seduta.

2. A tutti gli altri membri che partecipano alle sedute è attribuita una indennità di presenza di lire 25.000 per ogni giornata di seduta

[12]
Art. 27.

[ 1. ] [13]

[ 1. ] [14]

1. Per ogni giornata di seduta è corrisposto ai componenti del Comitato di Controllo e delle sue sezioni, per le spese relative ai trasporti tra la loro residenza e la sede regionale, un rimborso pari ad un quinto del costo di un litro di benzina super vigente nel tempo per ogni chilometro di percorrenza. [15]

2. Nessun rimborso è dovuto ai membri del Comitato di controllo residenti nel Comune ove ha sede l'Ufficio.

Art. 27bis

1. Ai componenti elettivi che per ragioni del loro ufficio, si recano fuori della sede del Comitato o delle Sezioni decentrate cui sono assegnati, spetta il trattamento previsto dalla Tabella A, punto 2, allegata alla legge statale 15 aprile 1961, n. 291 .

2. Agli altri componenti del Comitato di controllo e delle Sezioni decentrate spetta il trattamento di missione previsto dai rispettivi ordinamenti.

3. Le missioni che non rientrano nelle ipotesi di cui al precedente art. 13 saranno effettuate previa autorizzazione della Giunta regionale.

[16]
Art. 28.

1. Le spese per il funzionamento del Comitato di controllo sono a carico della Regione.


Il presente regolamento sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come regolamento della Regione dell'Umbria.

Perugia, 28 febbraio 1972

C O N T I

Note sulla vigenza

[5] - Sostituzione (testo eliminato) da: Articolo 1 Comma 1 regolamento Regione Umbria 29 novembre 1973, n. 43.

[6] - Sostituzione (testo inserito) da: Articolo 1 Comma 1 regolamento Regione Umbria 29 novembre 1973, n. 43.

[7] - Sostituzione (testo eliminato) da: Articolo 1 Comma 1 regolamento Regione Umbria 25 gennaio 1977, n. 7.

[8] - Sostituzione (testo eliminato) da: Articolo 2 Comma 1 regolamento Regione Umbria 29 novembre 1973, n. 43.

[9] - Sostituzione (testo inserito) da: Articolo 2 Comma 1 regolamento Regione Umbria 29 novembre 1973, n. 43.

[10] - Abrogazione da: Articolo 2 Comma 1 regolamento Regione Umbria 29 novembre 1973, n. 43.

[11] - Sostituzione (testo inserito) da: Articolo 1 Comma 1 regolamento Regione Umbria 25 gennaio 1977, n. 7. - Sostituzione (testo eliminato) da: Articolo 1 Comma 1 regolamento Regione Umbria 28 luglio 1981, n. 3.

[12] - Sostituzione (testo inserito) da: Articolo 1 Comma 1 regolamento Regione Umbria 28 luglio 1981, n. 3.

[13] - Sostituzione (testo eliminato) da: Articolo 2 Comma 1 regolamento Regione Umbria 25 gennaio 1977, n. 7.

[14] - Sostituzione (testo inserito) da: Articolo 2 Comma 1 regolamento Regione Umbria 25 gennaio 1977, n. 7. - Sostituzione (testo eliminato) da: Articolo 2 Comma 1 regolamento Regione Umbria 28 luglio 1981, n. 3.

[15] - Sostituzione (testo inserito) da: Articolo 2 Comma 1 regolamento Regione Umbria 28 luglio 1981, n. 3.

[16] - Integrazione da: Articolo 3 Comma 1 regolamento Regione Umbria 29 novembre 1973, n. 43.